Auto No-Cost di Vantage Group: business lecito o truffa piramidale? Fatevi la vostra idea.

Questo post è stato precedentemente pubblicato su autonocosttruffa.wordpress.com ed è una inchiesta approfondita sul sistema di vendite Vantage Group – No-Cost (“Tua a soli 290 euro”). Vi chiediamo di condividere l’articolo su Facebook, di segnalarlo ad amici e parenti che hanno aderito o vorrebbero farlo. Segnalateci nei commenti eventuali novità, che ci prenderemo la briga di verificare: potete scriverci all’indirizzo e-mail piramidali2vendite@gmail.com

Da oltre un anno conduciamo, per senso civico, questa inchiesta su No-Cost.
Ecco in sintesi quello che abbiamo scoperto:

  1. Le (poche) pubblicità che saltuariamente vedete sulle automobili sono solo quelle di concessionari automobilistici o agenzie assicurative “affiliate” al meccanismo No-Cost. Vere pubblicità, di aziende esterne al giro, non ce ne sono. L’azienda sembrerebbe reggersi in piedi con i circa 7000 euro complessivi richiesti ai clienti alla firma del contratto. L’azienda avrebbe incassato, a botte da 7000 euro, circa 25-28 milioni di euro.
  2. Molti utenti sono stati multati (400 euro) per pubblicità illecita sui veicoli. In Italia infatti il codice della strada non prevede la possibilità di fare pubblicità sulle auto private se non per conto della propria ditta, che deve essere proprietaria del veicolo.
  3. Le garanzie assicurative pubblicizzate dalla società sembrano di fatto molto dubbie. Prima l’azienda si avvaleva di una polizza emessa da Confidi Centro Italia, che è segnalata da anni dalla Banca d’Italia perché emette polizze non regolari. L’azienda ha poi iniziato a vendere una assicurazione trattata, secondo dall’azienda stessa, da Moneri Private Limited, azienda registrata alle Maldive e riconducibile un soggetto recentemente arrestato a Milano per reati finanziari.
  4. Una delle rare pubblicità ogni tanto visibili, quella della Unipol SAI – Milano Broker, non ha niente a che vedere con Unipol: si tratta di una piccola agenzia assicurativa di Frosinone per la quale lavora il titolare del sito web di Confidi Centro Italia. Questa pubblicità è stata smentita anche dalla stessa Unipol che ha comunicato di non avere niente a che vedere ne’ con No-Cost, ne’ con l’agenzia Milano Broker.
  5. Nel 2017 e 2018 l’amministratore e socio unico di No-Cost ha intestato diversi immobili nel suo paese di residenza, Colleferro (Roma), a una società collegata a Vantage Group. Poi c’è stato un avvicendamento e ora l’amministratore della società è un’altra persona.
  6. Una associazione di consumatori considera l’iniziativa uno schema piramidale e alcuni Parlamentari hanno indirizzato una interrogazione al ministro competente per appurare il funzionamento dell’azienda. Anche la rivista Quattro Ruote ha molti dubbi e anche altre associazioni consumatori si stanno muovendo, come la Adoc.
  7. Recentemente (agosto 2018), l’azienda ha iniziato a ritardare i pagamenti, adducendo inconvenienti tecnici. Alla fine di novembre molti utenti non hanno ancora ricevuto il rimborso mensile di agosto, settembre, ottobre e novembre. Molti sono infuriati e si sono lamentati sulla pagina ufficiale dell’azienda. C’è chi teme che i soldi in cassa stiano finendo. In base ad un’attenta analisi valutativa (puramente ipotetica), abbiamo ipotizzato che, se non ci sono altre entrate al di là delle quote pagate dai driver, l’azienda potrebbe effettivamente essere a corto di soldi. Potete leggere l’analisi che abbiamo fatto qui. L’azienda ha promesso che salderà tutto il pregresso entro il 20 gennaio, dunque ci sarebbbero buone speranze di tornare alla normalità.
  8. L’azienda avrebbe chiesto ai propri clienti di non lamentare alcunché sui social.
  9. Sembra che i nuovi clienti ora debbano anticipare non 5.500 euro per il “wrapping” + circa 1000 euro di pratica istruttoria, ma circa 10mila euro a titolo di wrapping, fideiussione e pratica istruttoria. E’ stata anche lanciata una campagna di marketing dove si vendono cellulari a prezzi molto gonfiati, dietro accensione di un finanziamento. L’azienda si impegna a rimborsare anche questi.
  10. Il malcontento sta salendo e molti consumatori si stanno rivolgendo alle associazioni consumatori di Roma, della Puglia e della Sardegna.
  11. La nota trasmissione Mi Manda Rai Tre ha approfondito due volte il business No-Cost, sollevando numerosi interrogativi. Alcuni degli ospiti presenti in sala hanno parlato chiaramente di rischio-vendite piramidali, descrivendo il business come illecito.

Queste informazioni sono tutte provate, riga per riga, nell’inchiesta che state per leggere. Buona lettura.

Mettiamo in chiaro subito due cose: 1) non vogliamo convincervi o asserire che No-Cost sia una truffa, bensì mettervi in guardia e, soprattutto, a conoscenza di alcuni dettagli che secondo noi sono significativi. 2) speriamo che le nostre intuizioni siano errate e che il business sia del tutto lecito e cristallino. E che riesca a tener fede agli impegni contratti con i clienti. Siamo entrati in possesso (legalmente, li avevano lasciati in chiaro sul sito web insieme a molti documenti privati) di tutti i contratti che No-Cost fa firmare ai suoi clienti. Se li volete consultare, leggete l’articolo e troverete i link per il download. 

L’iniziativa dell’auto Vantage Group (No-Cost), quella delle automobili “tua a soli 290 euro”, ci sembra un’operazione ad altissimo rischio e con parecchi punti da chiarire. Prendetevi del tempo per leggere tutto. Anche se il post è lungo, meglio perdere venti minuti ma essere informati piuttosto che fare scelte non del tutto consapevoli. Tutto è stato scritto facendo uso di fonti aperte, ovvero di informazioni disponibili apertamente in rete e senza violare la privacy. Il testo viene aggiornato di volta in volta, mano mano che nuovi fatti rilevanti meritano di essere menzionati. Quindi tornate periodicamente a trovarci. Rimandiamo comunque a tutte le fonti che citiamo proprio per risultare credibili. Se cercate opinioni o recensioni ragionate sull’auto No Cost, forse questo è il posto giusto per voi.

Come ha reagito l’azienda a questo post? Male, querelandoci. Onestamente non capiamo questa reazione: non è stato diffamato nessuno, non è stato screditato nessuno, ma è solamente stato fatto un elenco di cose che chiunque può trovare sul web. Sono state poste domande alle quali hanno fatto seguito risposte, a nostro avviso, non esaustive, poco chiare ed espresse in un italiano a volte stentatissimo. In questo post facciamo domande e valutazioni legittime. Ampiamente desumibili, peraltro, dalle centinaia di commenti lasciati sulla pagina Facebook di No-Cost. Speriamo che l’Azienda voglia rispondere chiaramente, magari nei commenti a questo blog, per instaurare un dibattito sincero.

Aggiornamento 26 maggio 2017: è uscito in edicola il numero di Giugno 2017 di Quattroruote, che parla della Vantage Group (e di altri marchi che offrono un servizio simile) in una interessante inchiesta sul business delle auto pubblicitarie. E fa, più o meno, le stesse nostre considerazioni.

Ci è stato chiesto di fare inchieste su altre imprese che offrono servizi simili a Vantage Group. E’ la cosiddetta moda del “carvertising”. Su questo blog già potete trovare un altro articolo su Easy Vai. Onestamente, quello che pensiamo è che in generale qualsiasi schema vi proponga di poter avere un’auto senza pagarla va considerato in quanto tale particolarmente dubbio e rischioso, del tutto carente dei fondamentali economici. Un consiglio però ve lo diamo: invece di “accontentarvi” delle risposte rassicuranti che l’azienda vi rifila, consultate degli esperti in materia assicurativa e finanziaria. Dei veri esperti che non siano legati in qualche modo al business delle auto pubblicitarie. Del resto, chiedereste mai all’oste se il vino è buono?

COSA E’ VANTAGE GROUP, CHI SONO I SUOI AMMINISTRATORI?

Vantage Group è una S.r.l. unipersonale (Società a responsabilità limitata con un solo socio) con 25.000 euro di capitale versato. La sede operativa si trova a Roma in Via Zoe Fontana, la sede legale è invece a Via di Valle Lupara. Il fatto che la società sia una Srl implica che in caso di fallimento il titolare della società risponderà al massimo entro i 25mila euro già versati e non dovrà intaccare la ricchezza personale.

L’azienda è nata pochissimi anni fa, a Roma, alla fine del 2014, con un unico socio: una signora di nome Simona Orani. Ma nell’estate del 2015 c’è stato un passaggio di quote…

3

…attraverso il quale la Srl è stata ceduta a Massimiliano Casazza, che vive a Colleferro, vicino Roma, e nella vita sembra essersi occupato di arredamenti presso la Emme Casa:

2

Il marchio Emme casa corrisponderebbe in realtà alla MAK Utensili S.r.l., azienda di cui Casazza era titolare. Era, perché l’azienda è entrata in procedura fallimentare nel 2014. In seguito, Casazza ha iniziato a “pensare” la Vantage Group. Quando questa viene costituita il socio unico è, come detto, Simona Orani. Ma quando la società non è ancora attiva, nell’autunno 2014, lui già pubblica sul proprio profilo Facebook questa immagine:

1

Inizialmente, come detto, la Vantage è una Società a Responsabilità Limitata Semplificata, di quelle per intenderci che si possono costituire con un solo euro di capitale versato. Ma poi viene modificata e trasformata in Srl ordinaria.

Per quanto si tratti di scelte perfettamente legittime, siamo curiosi di sapere cosa c’è dietro a questo trasferimento di quote. Come mai Casazza non si intesta la società fin dall’inizio? Perché Simona Orani costituisce l’impresa e la cede nell’arco di pochi mesi? Segnaliamo che sul sito crm.vantagegroup.it, nella pagina “Condizioni d’uso”, la sede legale riportata è in Via Benedetto Croce 62, a Roma. Allo stesso indirizzo c’è la società Omnia Business S.r.l., di cui Simona Orani risulta essere amministratore. Se leggete la pagina “Condizioni d’uso”, vi renderete conto che i settori di business in cui Vantage Group sarebbe operativa (e-commerce) sono molto diversi dall’attività attuale dell’azienda. Questo secondo noi è un  indizio che la Vantage Group era nata per perseguire determinati scopi, ma poi le priorità sono cambiate. E’ ancora disponibile online un documento word nel quale Vantage Group espone una bozza del proprio piano di marketing, che secondo noi somiglia molto a quegli schemi a provvigioni molto usati nelle vendite piramidali oppure nel multilevel marketing (che è una pratica commerciale legittima). In questo documento l’azienda manifestava di volersi muovere su due terreni, il cosiddetto piano “Vantage Health” (vendita di prodotti per il benessere) e il piano “Vantage Car“. In seguito ci  sarebbe stata una virata decisa verso il business delle auto pubblicitarie in quanto non ci risulta che l’azienda commercializzi altro, oltre ai cellulari, recentemente inseriti.

IL SITO DELLA VANTAGE GROUP

Prima che venisse pubblicato questo post, Vantage Group aveva un sito internet, http://www.vantagegroup.it (ora è stato cancellato ma è possibile consultare la versione archiviata qui) registrato a nome di una certa Mara Manciocchi, già amministratore unico della società (in fallimento) di Casazza. Analizzando il sito web si potevano riscontrare diversi elementi piuttosto critici. Innanzitutto, in calce alla pagina non appariva il Codice Fiscale dell’attività e la Partita Iva, come invece richiede la normativa. Il codice fiscale, oggi, appare però sul sito di No-Cost. Inoltre, cercando nel dominio web “vantagegroup.it” era a suo tempo possibile scaricare molti documenti personali di diversi clienti: carte di identità, assegni firmati, buste paga, contratti vidimati, cud e altro ancora. I file erano conservati in formato .pdf e si potevano scaricare liberamente, non essendo protetti. Insieme a quei documenti abbiamo recuperato anche i contratti che No-Cost stipula con i clienti. Vantage usava il sito come “storage” per i documenti senza prendersi la briga di proteggerli adeguatamente, trattandosi di materiale coperto da privacy.

Siamo certi che si sia trattato di un incidente di percorso dovuto, magari, a una non eccellente perizia tecnica nel gestire il sito web: sicuramente Vantage Group non ha lasciato i documenti “in chiaro” intenzionalmente, ma si è trattato di una disattenzione, per quanto seria. Ci è sembrato un fatto interessante perché denota, a nostro avviso, una certa superficialità e sbadataggine.

L’AUTO A COSTO ZERO “My Car NO-COST”

Entriamo ora nel cuore dell’inchiesta. L’auto No Cost come funziona?
No-Cost è un brand di Vantage Group che offre la possibilità di rimborsare le rate contratte dall’utente (con una finanziaria) per l’acquisto di un’automobile. Vantage rimborsa ogni 20 del mese 340 euro (290 euro + 50 per la benzina) e si fa carico, entro un massimo di 100 euro mensili, della RC Auto. In cambio di cosa Vantage versa questo denaro? In cambio, sostanzialmente, dell’affitto di spazi pubblicitari sulle auto degli utenti (chiamati “Driver”). Il meccanismo è geniale: Vantage vende gli spazi pubblicitari alle aziende e con gli introiti rimborsa le rate. Un meccanismo semplice semplice che non può non far gola!

Ma quali sono gli obblighi del contraente?

Innanzitutto Vantage Group esige che abbiate almeno 250 amici su Facebook, come confermato da una responsabile aziendale nei commenti a questo post. Il requisito in realtà è contraddetto dal fatto che diversi utenti No-Cost hanno molti meno amici. Ad esempio, cliccate sul profilo di questo utente No-Cost, scendete in basso per visionare il riquadro con il numero di amici e scoprirete che questo utente ne ha solo 189.
Il contratto che dovete firmare per aderire all’offerta prevede inoltre diverse clausole. Ad esempio:

a) l’auto deve essere bianca e nuova o a km 0;
b) il contraente deve essere disponibile ad apporre una nuova pubblicità ogni mese;
c) il contraente deve circolare con l’auto per almeno 25 giorni al mese;
d) il contraente deve tenere la macchina parcheggiata in luoghi visibili;
e) il contraente deve scattare diversi “selfie” all’auto e pubblicarli su Facebook due volte a settimana;
f) il contraente potrà far riparare l’auto solo nelle officine autorizzate da Vantage;
g) il contraente dovrà anticipare l’intero costo quinquennale che Vantage teoricamente sostiene per apporre, ogni mese e per 60 mesi, una diversa pubblicità, cioè 5.500 euro;
h) il contraente dovrà anticipare altri 1.450 euro all’atto della firma del contratto per spese istruttorie.

Queste cifre sono basate sul contratto ufficiale (che potete scaricare più avanti) usato dall’azienda nell’aprile 2017.

Innanzitutto salta subito all’occhio che messi insieme, il punto g e h comportano un anticipo di 6.950 euro. Perché il cliente deve sborsare questa cifra?
La risposta è che Vantage, nel corso dei 5 anni di durata del contratto, spende questi soldi per l’apposizione, ogni mese, di una pubblicità (wrapping) diversa: per 60 mesi l’utente deve essere disposto a recarsi presso i “Pit Stop” convenzionati affinché il concessionario individuato da Vantage applichi una nuova pubblicità. Questi 60 interventi costerebbero all’azienda 5.500 euro complessivi, che vengono accollati al cliente. Se il cliente viola anche una sola delle linee guida elencate, Vantage può rivalersi sospendendo temporaneamente le rate mensili di pertinenza della “violazione”.

Quando acquistate l’automobile, contraendo un debito con la finanziaria, siete chiamati a saldare il debito contratto per l’acquisto dell’auto, ma non solo, perché dovrete rimborsare anche quei 5.500 euro che avete versato a Vantage all’apertura del finanziamento con la finanziaria. In sostanza l’azienda non si accolla alcun rischio imprenditoriale ma ha “solo” l’onere di trovare gli inserzionisti, che a loro volta dovranno pagare la pubblicità a Vantage, che a sua volta vi rimborserà, ovviamente dopo aver trattenuto qualcosa per sé. Attenzione, i 5.500 euro aggiuntivi non sempre vengono finanziati dalla banca che vi concede il “mutuo” per l’auto. Abbiamo raccolto la testimonianza di diverse persone che per pagare i 5.500 euro hanno acceso dei normali “prestiti al consumo” (di quelli ad esempio che si possono fare per acquistare i mobili per l’arredamento di una casa). Questi prestiti sono sostanzialmente senza causale e hanno tassi di interesse molto elevati. Secondo noi, se le finanziarie conoscessero la ragione per cui l’utente No-Cost chiede il prestito, non concederebbero il finanziamento.

Ricordiamo che a settembre 2018 l’azienda ha cambiato il contratto e ora per accedere al sistema No-Cost gli utenti devono anticipare circa 10/11mila euro.

LA FIDEIUSSIONE

Ora viene la parte importante. Innanzitutto, vi chiederete voi, cosa succederebbe se l’azienda fallisse? E’ molto semplice: le rate non vi verrebbero più rimborsate ma voi dovreste continuare a pagarle, perché il contratto di finanziamento è tra voi e la Finanziaria, non tra la Finanziaria e Vantage. Dovreste quindi rimborsare non solo il costo dell’auto, ma anche il costo del wrapping (5.500 euro) che avete anticipato, oltre agli interessi! Quindi vi trovereste a pagare l’auto addirittura più di quanto vi sarebbe costata acquistandola dal concessionario per conto vostro. Il sovrapprezzo sarebbe di ben 6.950 euro, considerando anche la quota di 1.450 euro per l’istruttoria della pratica.

Vantage replica a questa osservazione sostenendo che, a garanzia dei pagamenti futuri, è possibile acquistare una sorta di assicurazione (la chiamano “obbligazione bancaria“) che vi tutelerebbe nel caso l’azienda fallisse, coprendo le rate rimanenti nel corso del contratto quinquennale. Tale prodotto finanziario viene venduto da Vantage Group a 1080/1580 euro.

Questa polizza, in quanto bancaria, sarebbe più affidabile di una copertura assicurativa. La banca che la rilascerebbe sarebbe HSBC, colosso mondiale della finanza:

fideiussione

Se la notizia fosse vera, si tratterebbe certamente di una buona cosa per i clienti di No-Cost.

Noi, però, abbiamo dei grossi dubbi:

Un’obbligazione bancaria, a nostro avviso, non può fungere da assicurazione, essendo uno strumento di risparmio che può, al massimo, garantire se stesso e pagare un dividendo annuale: se io acquisto un “bond” bancario il massimo che posso ottenere è il rimborso del capitale oltre agli interessi pagati periodicamente. Non c’è verso, investendo 1580 euro, di potersene vedere restituiti indietro quasi 24mila! (questo è l’ammontare che Vantage vi promette di restituirvi in capo ai 5 anni della collaborazione). Inoltre, HSBC non intrattiene rapporti commerciali in Italia con i privati cittadini, ma solo con aziende e istituzioni finanziarie di grosso calibro.

Queste informazioni potete verificarle chiamando direttamente in sede al numero 02-724371. Noi HSBC l’abbiamo chiamata e ci hanno risposto piccatamente che loro non hanno niente a che vedere con Vantage Group – No-Cost.

Ma ora arriviamo al punto cruciale. Vantage Group indica in Moneri Private Limited, con sede legale alle Maldive, l’azienda che gestisce le obbligazioni in questione. Ebbene, purtroppo abbiamo scoperto che Moneri è riconducibile ad un soggetto di nome Marco Russo, esperto di finanza già al centro di un’inchiesta giornalistica internazionale. Russo è stato condannato in via definitiva a 4 anni e mezzo per diversi reati finanziari, recentemente arrestato a Milano e condotto in carcere. Come siamo arrivati a questa conclusione? Ve lo spieghiamo subito.

Innanzitutto è stata la stessa Vantage Group a confermare che Moneri è l’azienda che intermedia le garanzie offerte ai clienti di Vantage Group:

moneri.PNG

E’ sufficiente controllare sul registro governativo delle Maldive (dove ha sede l’azienda) per avere la conferma che Marco Russo è il “Managing Director” (direttore esecutivo). Fate voi stessi la ricerca cliccando qui. Oppure guardate questo video, in cui vi dimostriamo tutto in pochi secondi (cambiate le impostazioni di Youtube e visualizzatelo in HD). Ad ogni modo, il portale governativo delle Maldive vi restituirà questa schermata:

Marco Russo managing director

Marco Russo ha pubblicizzato l’azienda anche su Twitter. Guardate voi stessi:

tweet

L’utente @esqmarcorusso ha twittato diversi post “promozionali”. Quello che abbiamo riportato risale al 2 dicembre 2016.

Si tratta senza dubbio della stessa persona menzionata da un articolo dell’Espresso (ma anche da molte altre fonti!) risalente al settembre 2014, dove si narrano le vicende di Marco Russo, ex patron del Foggia Calcio. E’ stato in galera parecchi anni fa per poi intraprendere, secondo i giudici, attività di contraffazione di documenti finanziari. Potete anche leggere questa interessante inchiesta, pubblicata a fine luglio, dove si dice che Russo, per orchestrare i suoi affari, utilizzava un’azienda registrata alle Maldive, e che dopo aver beneficiato della sospensione condizionale della pena per problemi di salute i giudici hanno cambiato idea e deciso di fermarlo.

Su internet è disponibile una ricca selezione di articoli che parlano di lui, nei quali si scrive che sarebbero diverse le attività da lui gestite ma colpisce in particolare questo pezzo, nel quale si quantifica in diverse centinaia di milioni di euro l’ammontare delle truffe da lui orchestrate, stampando buoni del tesoro e titoli bancari finti dati in pasto a banche, aziende e istituzioni finanziarie. In particolare, Russo sarebbe stato esperto nella contraffazione di “Medium Term Notes”, particolari strumenti finanziari che vengono negoziati sul circuito Euroclear.

Anche Moneri Private Limited, in risposta ad un utente che ha fatto copia-incolla di una mail, avrebbe confermato il rapporto d’affari con l’azienda:

conoscono

Come ha reagito Vantage Group a questa nostra scoperta? Tentando di negare. Potete trovare conferma di ciò leggendo questa lunga discussione, avvenuta su Facebook, dove l’azienda ha ripetutamente negato l’evidenza adducendo motivazioni a nostro avviso del tutto fuori luogo. Per noi il comportamento tenuto da Vantage Group è sbagliato. Poteva l’azienda non sapere che Marco Russo fosse a capo di Moneri, dal momento che ha stretto con l’azienda rapporti d’affari? Poteva non sapere che Russo fosse Direttore e, soprattutto, poteva ignorare i suoi trascorsi visto che anche un bambino era in grado di andare su Google e cercare notizie? Se è tutto in regola (nulla impedisce che il sig. Russo abbia messo in piedi una attività del tutto lecita alle Maldive), perché negare l’evidenza?

A nostro avviso, Vantage Group dovrebbe rispondere alle seguenti domande:

  • Quanti contratti assicurativi Moneri/HSBC ha venduto ai propri clienti?
  • Quanti soldi ha percepito Moneri in questi mesi grazie a Vantage Group?
  • Che tipo di rapporto d’affari c’era fra Vantage Group e Moneri? Si limitava alle fideiussioni bancarie oppure c’è dell’altro?

Un utente ci ha inviato un fac-simile della polizza in questione. Potete scaricarla cliccando qui: NOCOST-Fac-Simile-Fidejussione

In questo documento si fa menzione di una obbligazione contraddistinta dal codice ISIN  XS0526606537. Notiamo che si tratta proprio di un “Medium Term Note“. Anche in un commento su Facebook l’azienda ha confermato che l’obbligazione acquistata dai clienti No-Cost sia proprio questa:

hsbc

Se andiamo sul sito di HSBC e cerchiamo questa obbligazione, risulta essere in scadenza nel 2021. Potete anche scaricare l’informativa dal sito della banca, dalla quale si evince che nessuna impresa denominata “Moneri” ha partecipato alla fase di emissione obbligazionaria. Come si evince dalla documentazione, il taglio minimo di questa obbligazione è di 50.000 euro. I clienti No-Cost hanno invece acquistato un titolo del valore di circa 1000/1580 euro.

LA CONFIDI CENTRO ITALIA: UN’INCHIESTA NELL’INCHIESTA

Facciamo ora un passo indietro ed apriamo un’inchiesta parallela sull’azienda che, prima di Moneri/HSBC, tutelava i clienti No-Cost nell’eventualità che i rimborsi dovessero interrompersi. Questa sezione è piuttosto lunga e impegnativa, ma vi consigliamo di leggerla perché mostra plasticamente una fitta rete di connessioni, all’interno della quale si trova anche la Vantage Group. La Cooperativa Fidi Centro Italia era l’azienda utilizzata per offrire una polizza fideiussoria, più o meno fino all’autunno 2017. Poi è subentrata la HSBC. Confidi Centro Italia sarebbe stata chiamata a rimborsarvi i 340 euro mensili per le rate rimanenti in caso di fallimento della Vantage Group. Purtroppo la Banca d’Italia chiarisce già da oltre due anni che la Cooperativa Fidi Centro Italia non è autorizzata ad operare in favore dei privati cittadini. La comunicazione ufficiale la trovate a questo link. Si tratta di una segnalazione che Banca d’Italia fa da tempo e che potrebbe condurre, in ultima istanza, alla cancellazione del Confidi. I Confidi minori, specifica la Banca d’Italia, possono esclusivamente rilasciare garanzie atte a facilitare l’accesso al credito bancario delle imprese socie. In sostanza, l’unica attività che gli è concessa è garantire le piccole aziende socie del confidi quando queste devono andare in banca e chiedere un prestito, ad esempio per riparare un capannone. Il Confidi garantisce i soci di fronte alla banca affinché questa conceda il finanziamento, sicura del fatto che qualora l’impresa dovesse trovarsi impossibilitata a rimborsare il prestito, sarà il Confidi a farlo. Si tratta quindi di attività finanziarie di piccolo calibro, di garanzie prestate per piccoli importi. Il Confidi raccoglie i soldi necessari a fornire la garanzia da tutte le altre imprese che si associano. Per questa ragione si tratta di garanzie “mutualistiche”, prestate da un gruppo di aziende che, associandosi alla cooperativa, decidono di versare tutte una somma per facilitare l’accesso al credito alle altre imprese. La condizione necessaria affinché un Confidi rilasci garanzie valide è che queste siano concesse solo ai soci. Ma i clienti di Vantage Group sono equiparabili ad imprese che necessitano di garanzie per accedere al credito bancario? Lasciamo la risposta agli esperti in materia.

Vantage sosteneva invece che la fideiussione era valida in quanto i Driver, all’atto di stipula della polizza fideiussoria, diventavano automaticamente “soci” della Cooperativa Fidi. E’ quello che prevede la legge: vuoi essere garantito da un Confidi? Devi esserne socio. Ma ci sorge spontanea una domanda: un normalissimo privato cittadino che non sia un imprenditore (o un professionista/titolare di impresa individuale) può diventare socio di un Confidi? Secondo noi no. Vi consigliamo di contattare qualcuno che conosca bene la materia per avere certezze in merito. Vantage, sui social, sosteneva inoltre che la polizza era “facoltativa”. Ma il contratto (lo trovate linkato e potete scaricarlo più avanti) dice(va) che il contraente “si impegna” a sottoscriverla. Ad ogni caso, è la stessa Banca d’Italia, in una nota, a precisare che i Confidi minori sono particolarmente rischiosi e non garantiscono di avere adeguato patrimonio per liquidare le polizze sottoscritte. Infatti non sono sottoposti alla vigilanza della stessa Banca d’Italia e non sono legalmente tenuti ad accantonare riserve sufficienti per garantire la copertura dei rischi.

Facendo delle ricerche più approfondite sulla Cooperativa Fidi Centro Italia abbiamo scoperto cose molto interessanti. Innanzitutto le buone notizie: è regolarmente registrata negli archivi della Banca d’Italia, società cooperativa iscritta nel registro dei “confidi minori” e in precedenza conosciuta con altre denominazioni. La sede legale é a Chieti, in Via Pasquale de Virgiliis 51, e vi sarebbero anche due uffici distaccati: uno ad Atessa, uno a Sant’Elia Fiumerapido, in provincia di Frosinone. La notizia meno buona è che la sede legale è stata pignorata da una banca nel 2014. Abbiamo trovato, sul sito del Tribunale competente, la documentazione sull’immobile. Qui potete trovare la perizia effettuata. Alla data della perizia l’immobile non risultava locato (pag. 11). E’ proprio la sede della Confidi Centro Italia e apprendiamo che l’asta è stata anche aggiudicata  nell’ottobre 2017 per circa 34mila euro:

aggiudicata

Il sito internet del Confidi risulta in costruzione da tempo. Il dominio confidicentroitalia.it è registrato a nome di Cr. Cap. Da questo link abbiamo appreso che i responsabili sono G. D. C.(rappresentante legale) e Car. Cap.  (referente commerciale). Segnaliamo che nonostante il pignoramento, la sede legale è rimasta la stessa. Fatto, ci pare, alquanto anomalo.

Facendo ricerche su Car. Cap., il responsabile commerciale, abbiamo appreso dal suo profilo Facebook (cancellato dopo la pubblicazione di questo post) che era residente a Bucarest, in Romania. Car. Cap. in Romania ci ha lavorato a lungo, proprio nel settore finanziario, tanto da essere menzionato da alcuni articoli della stampa locale. In alcuni di questi si racconta che l’autorità rumena di supervisione finanziaria (ASF) l’ha multato a fine 2014 quando era presidente del Consiglio di amministrazione della “Forte Asigurari Reasigurari” (un’assicurazione che non rispettava i requisiti patrimoniali). Successivamente, nel giugno 2016, la ASF ha ritirato all’assicurazione la licenza operativa. Del fatto si è occupata nel 2014 anche l’italiana Ivass (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni), che ha bloccato le attività italiane di Forte Asigurari perché era sì registrata in Romania, ma operava anche in Italia fornendo fideiussioni e garanzie non regolari. E’ un caso piuttosto noto a chi si occupa di finanza. Secondo diversi documenti, la Forte Asigurari era riconducibile a S. P., che partecipava al capitale indirettamente, tramite la holding londinese LGS Holdings Limited, la quale deteneva il 99,96% delle quote di Forte Asigurari. In realtà, S.P. non era da solo nell’impresa: deteneva “solo” una quota di minoranza (ancorché significativa) della holding, mentre la quota di controllo apparteneva a un tal F. P. Questi è oggi al vertice di BBP Bandenia Plc (già denominata Bandenia Banca Privada PLC), la controllante del gruppo bancario Bandenia che è molto noto in Spagna per aver operato ben oltre i limiti della legalità. Quando Forte Asigurari incappò nelle prime sanzioni vi fu un tentativo, da parte degli azionisti, di riprendere il controllo della compagnia. Infatti cercarono, con un tocco magico, di cambiare l’azionista di riferimento, sostituendo LGS Holdings proprio con BBP Bandenia Plc. Tuttavia, la ASF rifiutò la proposta di acquisto ed è così che, dopo l’estate 2016, Forte Asigurari imboccò definitivamente la via del fallimento.

Segnaliamo inoltre che esiste un collegamento fra Via Pasquale de Virgiliis e le vicende di Forte Asigurari. Si tratta di un’impresa, la ARI Consulting Business S.r.l., società di consulenza riconducibile a Cr. Cap., parente di Car. Cap. L’impresa in questione è menzionata, dalle autorità romene, fra i possibili creditori di Forte Asigurari. La cosa interessante è che questa azienda, che ha sede legale a Bucarest, secondo il Registro delle imprese ha una sede secondaria proprio in Via Pasquale de Virgiliis 51. Ma soprattutto è il caso di segnalare che c’è un legame fra Cr. Cap. e Vantage Group No-Cost. E riguarda la Milano Broker, agenzia assicurativa di Frosinone che appare su alcune veline pubblicitarie di No-Cost. Bene, dovete sapere che Cr. Cap. è un intermediario assicurativo. In quanto tale, è regolarmente presente sul database IVASS, la consultazione del quale evidenzia che lui collabora proprio con la Milano Broker S.r.l.:

Cr. Cap.

Non ci sembra quindi casuale che No-Cost, alla ricerca di pubblicità per rendere credibile il proprio progetto, abbia ottenuto la sponsorizzazione di Milano Broker, piccola agenzia assicurativa che collabora ufficialmente con l’amministratore del dominio confidicentroitalia.it, parente del responsabile commerciale Car. Cap.

Segnaliamo che secondo Il Sole 24 Ore S.P. avrebbe avuto procedimenti penali aperti. Tuttavia, non siamo riusciti a confermare la notizia e a stabilire l’esito di eventuali processi.
Il nesso fra Car. Cap. e S.P. non si ferma tuttavia a Forte Asigurari. I due hanno operato congiuntamente nella svizzera Euroforex SA di Lugano: Car. Cap. ne è stato il fondatore e presidente, S.P. è stato membro del consiglio di amministrazione. La Euroforex è oggi in liquidazione.

Il legame fra i due è rintracciabile anche in un altro caso, noto alle cronache: quello del Confidi Elvetico, del quale diversi articoli parlano relativamente a un giro di finanziarie fantasma fatte per riscuotere premi fraudolentemente. Car. Cap. è stato Presidente del Consiglio di amministrazione del Confidi Elvetico, che prima aveva sede legale a Cassino in Via Toti 5, per poi trasferirsi a Benevento. Quando l’Elvetico era di base a Cassino, l’amministratore delegato era proprio S.P..
L’Elvetico è menzionato da alcuni utenti che hanno lasciato testimonianze non proprio entusiastiche su questa finanziaria. Potete leggerle qui, qui, qui e qui. Fra gli azionisti dell’Elvetico c’era anche una società di ristorazione, la “I Vecchi Sapori della Nostra Terra di La Marra Orietta & C. S.a.S.“. E chi era il socio accomandatario di questo ristorante? Cr. Cap. Fra gli amministratori dell’Elvetico c’erano anche un certo F. Franco B. e un tale F. B.. Salvo casi di omonimia che non ci sembrano particolarmente probabili (ci scusiamo in anticipo per l’eventuale errore), il primo corrisponderebbe ad un soggetto coinvolto, anni fa, in una misteriosa e torbida storia di droga alle Seychelles (anche se la stampa lo descrive come innocente e vittima di torture nel caso specifico) ed è stato attaccato nelle memorie pubblicate online da un soggetto, P. S., arrestato a Roma nel 2017 per reati contro il patrimonio, mentre F. B. sarebbe stato già rinviato a giudizio, nel 2005, per fideiussioni false.

Sottolineiamo che in almeno un caso anche la moglie di S.P. sembra aver lavorato con il marito. Sicuramente, come “Secretary” della LGS Holding Limited, di cui abbiamo già parlato in precedenza. Inoltre aggiungiamo che il sito internet (ultraeconomico) della finanziaria (ora cancellato) riportava un indirizzo di posta elettronica Gmail: consorzioelvetico@gmail.com. Questo indirizzo sembra legato a un profilo social Google Plus denominato proprio come la consorte di S.P., come sembrerebbe confermare questa schermata.

Fra le altre entità indagate dalla Finanza in relazione ad un vasto giro di abusivismo finanziario c’erano anche Italica S.p.A., Janula Fiduciaria, Medusa S.p.A., Cofidi S.p.A., Fin.Roma, S.I.C.C., Con.fi.b., tutte società con cui S.P. ha avuto a che fare o come amministratore o come azionista. (per approfondire cliccate qui, qui, qui)

Nelle more della stessa operazione antifrode, fonti di stampa parlano di un indagato con due Ferrari e una villa con piscina fuori Cassino. Mentre S.P. è stato menzionato in quanto legato a “precedenti penali”, non si può dire altrettanto di Car. Cap., per il quale, al di là dei problemi con Forte Asigurari, non emerge nient’altro. Sottolineiamo tuttavia che anche per lui il tenore di vita sembrerebbe essere stato abbastanza elevato, a giudicare da una foto pubblicata sul suo vecchio profilo Facebook:

ferrari

Ovviamente, la foto non significa nulla e, ci teniamo a precisarlo, il fatto di possedere un Ferrari non indica alcunché.

Quel che è certo è che in almeno tre circostanze (Euroforex Lugano, Forte Asigurari e Confidi Elvetico) S.P. e Car. Cap. sono stati “in affari” insieme. E una quarta connessione è desumibile dalla consultazione di fonti camerali, le quali riportano che Car. Cap. è socio al 50% della società “SP CAP International” (inattiva), della quale S.P. è amministratore unico.

E’ inoltre interessante notare che la famiglia Cap. sembrerebbe aver affiancato la finanza alle attività equestri di cui è storicamente titolare. In questo video Youtube potete ad esempio osservare una gara di equitazione alla quale ha partecipato R. Cap., il nipote di  Car. Cap.. Se lo guardate capirete che la Cooperativa Fidi Centro Italia era lo sponsor del team di equitazione “American Horses”: si potrebbe definire un uso “personale” della finanziaria? La connessione fra finanza e cavalli è riscontrabile anche dal fatto che l’associazione “American Horses Sporting Club Asd” era socia al 20% del già citato Confidi Elvetico. Car. Cap. ne è stato tesoriere e consigliere, così come consigliere era anche il Sig. Pom. Cat., ex presidente della finanziaria Agricolfidi Abruzzo (per esteso: Cooperativa Garanzia Fidi Operatori Regione Abruzzo), anch’essa segnalata dalla Banca d’Italia per aver emesso fideiussioni irregolari e attualmente in fallimento. Secondo il Registro delle imprese, Pom. Cat. sembrerebbe essere un libero professionista, attivo nella “tinteggiatura e posa in opera di cartongesso“. Al netto di eventuali casi di omonimia e senza alcuna intenzione di offendere, sarebbe su per giù un muratore. Ma allora aveva le competenze professionali per stare a capo di “Agricolfidi”? Non sembrerebbe infine un caso che la stessa American Horses, ancora prima di essere “marchiata” Confidi Centro Italia, fosse sponsorizzata proprio da Agricolfidi. Ma segnaliamo soprattutto che nel management della Agricolfidi, dal 30 dicembre 2011, c’erano anche il già menzionato Cr. Cap., in qualità di vicepresidente del Cda, Car. Cap. (presidente del Cda) e  l’attuale Presidente di Confidi Centro Italia G. di C., che in Agricolfidi occupava la poltrona di “consigliere”. A presiedere il collegio sindacale, era stato nominato, insieme ai Cap., anche G. M., finito ai domiciliari in seguito alle indagini della Finanza sulle false fideiussioni emesse da Confideuropa. Due Confidi segnalati da Banca d’Italia per fideiussioni illegali, di cui uno in fallimento. Gestiti in parte dalle stesse persone. Car. Cap. è stato anche consigliere, fino al marzo 2010, della Prodige S.c.p.a., finanziaria non più esistente coinvolta anch’essa in una storia di garanzie illegali e nella quale il già menzionato F. B. era amministratore.

Sul web si possono trovare numerose fideiussioni rilasciate da Confidi Centro Italia in favore delle pubbliche amministrazioni, pratica illecita come abbiamo detto, più volte segnalata dalla Banca d’Italia.
A titolo di esempio, da questo documento si evince che il Confidi ha emesso, il 6 dicembre 2016, la polizza fideiussoria n. 3006186108124 in favore della Regione Veneto, per un importo pari a 1,8 milioni di euro. Bene. Ma come è stato possibile garantire una tale somma (con un  solo contratto!) visto che dal bilancio ufficiale l’anno 2016 si è chiuso con un patrimonio netto di 904mila euro? Lo chiediamo agli esperti che, ci auguriamo, vorranno rispondere al quesito fra i commenti.
Dal bilancio 2016 si nota inoltre l'”esplosione” del fatturato, che è quasi triplicato rispetto al 2015, passando da ben 480mila euro a 1,26 milioni. Crescita che tuttavia non è stata sufficiente a far chiudere il bilancio in attivo. Nella relazione al bilancio si legge infatti che “i costi sostenuti si riferiscono agli acquisti materiale di consumo per €546,00, acquisti di servizi per € 734.625,00; spese di cancelleria per € 27.900,00; ammortamenti per € 18.363,00; spese di rappresentanza per € 221.060,00, utenze per €249,00 costi per prestazioni di lavoro per €40360 ed a oneri diversi di gestione per € 289.345,00 con una aumento di € 858.421,00 rispetto all’esercizio 2015.

Sicuramente si tratta di coincidenze, ma non si può non notare, facendo il match fra la visura camerale di Confidi Centro Italia e i dati reperibili in rete, che l’azienda ha iniziato a essere segnalata dalla Banca d’Italia proprio dopo che, nel 2015, il baricentro amministrativo si è spostato da Chieti alla provincia di Frosinone, terra dei Cap., di D. C. e di S.P.. Ai vertici del Confidi, fino al marzo 2013, c’era stato Ar. T.. Verrà sostituito da R. N. fino al maggio 2015. E’ in questo lasso di tempo che la sede legale viene messa all’asta. Poi nel 2015 la svolta: il 2 maggio Cr. Cap. registra il dominio “confidicentroitalia.it”; il 19 maggio G. d. C. viene nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione e D. S. consigliere. Contestualmente N.R.  decade dalla carica di Presidente del Cda. A gestire il Confidi rimangono così, ufficialmente, G. D. C., ragioniere di Cassino, nella carica di Presidente del Cda, e D.S. in qualità di consigliere. Quanto alle segnalazioni di Banca d’Italia, la prima volta che Confidi Centro Italia viene segnalata per aver venduto fideiussioni abusive è nel comunicato del 31 dicembre 2016, proprio l’anno in cui il fatturato triplica improvvisamente. Ed è sempre nel 2016, si legge nel bilancio, che i soci del Confidi sono arrivati ad essere circa 1.100. Quasi raddoppiando in termini numerici, visto che nel 2015 erano 600. Una performance degna di nota, ottenuta in un solo anno.

Riportiamo anche la lamentela di un utente, che molto recentemente si è dogliato su un Forum per il comportamento di Confidi Centro Italia: la finanziaria si sarebbe “dileguata” alla sua richiesta di riscuotere una cauzione. L’utente ha scritto di aver perseguito le vie legali.

Segnaliamo infine che un articolo del giornalista Gianfranco Ursino (Il Sole 24 Ore), sull’edizione del 25 marzo 2017 menzionava la Cooperativa Fidi Centro Italia fra quelle che emettono fideiussioni false. Abbiamo anche scoperto questo documento, pubblicato dal Comune di Formia, nel quale, caso più unico che raro, appare in calce il numero telefonico della Confidi: 0621127830. Il numero telefonico in questione non siamo mai riusciti a contattarlo. Ma a chi è intestata questa linea, che con il prefisso “06” sembrerebbe essere della zona di Roma?

Segnaliamo infine che sulla stampa abruzzese sono disponibili diversi articoli che narrano le vicende giudiziarie su un vasto giro di fideiussioni false e qualcosa di simile è successo anche a Chieti con l’operazione “Carta Straccia”. E nell’aprile 2018, proprio a Cassino,  è stato arrestato C. D. A.,  considerato la vera e propria “mente” di un vastissimo giro di Confidi truffaldine. Insomma, a distanza di anni dalle inchieste dei primi anni 2000, sembra che la “centrale” delle finte fideiussioni fosse ancora nella cittadina laziale. Secondo gli inquirenti, C.D.A. avrebbe operato tramite una serie di prestanome gestendo una moltitudine di aziende. In passato, fra le cariche societarie da lui ricoperte, menzioniamo quella in Medusa S.p.A. (amministratore), Meditalia S.p.A. (consigliere), Password Italia S.r.l. (Presidente del Cda), società nelle quali il già citato S.P. ha avuto diversi ruoli manageriali.

Tirando le somme, una proprietà immobiliare del Confidi è finita in asta giudiziaria nel 2014, l’azienda non è reperibile telefonicamente, non ha un sito web attivo e ha emesso diverse polizze fideiussorie nei confronti delle pubbliche amministrazioni, pratica vietata dalla legge bancaria italiana. In generale, individui legati al Confidi mostrano relazioni professionali con persone e società note alle cronache o segnalate dalle autorità ufficiali per irregolarità finanziarie.

Questo lo diciamo dopo aver verificato attentamente ogni fonte e non certo per screditare od offendere qualcuno. In ogni impresa, in ogni rapporto commerciale, si valuta attentamente il background dei manager e degli azionisti di qualsivoglia entità. E dei loro collegamenti societari e professionali. Tutte le aziende lo fanno, almeno quelle serie. Noi, qui, abbiamo fatto lo stesso, alla luce del sole, per mettere i consumatori di Vantage Group a conoscenza di quanti più dati possibile, affinché possano scegliere consapevolmente se fidarsi o meno. Lo abbiamo fatto, va sottolineato, senza insultare ed offendere. Senza violare la privacy ma usando solo dati reperibili pubblicamente. E soprattutto, lo facciamo per coloro che hanno già firmato una fideiussione con la Confidi Centro Italia, affinché decidano se è il caso di consultare specialisti in materia per, eventualmente, tutelarsi da eventuali brutte sorprese.

Aggiornamento 22 maggio 2017: in questa data abbiamo appreso la Confidi Centro Italia non garantiva più i contratti No-Cost. Lo ha rivelato l’associazione AECI in questo post. Cosa significa tutto ciò? Le vecchie polizze sono ancora valide?

Aggiornamento 4 ottobre 2017: un utente ha lasciato un post sulla pagina di No-Cost, il 3 ottobre 2017, che sembrerebbe contraddire quanto abbiamo scritto nell’aggiornamento del 22 maggio. E la fideiussione di Confidi Centro Italia sembrerebbe essere spuntata nuovamente fuori, nonostante la stessa Vantage Group avesse già comunicato da molto tempo che il plafond di Confidi si era esaurito, ragion per cui la collaborazione con No-Cost è terminata. Curiosamente, il post in questione è stato cancellato da Facebook. Ma noi ne avevamo fatto uno screenshot:

againconfidi

Se il rapporto fra la Confidi e Vantage Group era già terminato (per loro stessa ammissione!), almeno dal 31 maggio 2017, come è possibile che la Confidi Centro Italia sia spuntata nuovamente fuori nel post che potete voi stessi leggere, datato 3 ottobre 2017? Fossimo in voi, staremmo molto attenti a quello che avete eventualmente firmato!

PUBBLICITA’ IN MOVIMENTO (e inesistente)

Tornando a No-Cost, c’è un altro punto fondamentale sollevato da diversi utenti su Facebook: il codice della strada stabilisce che non si possono incassare soldi per fare pubblicità sulla propria macchina per conto di terzi. Ma sembra che l’elemento fondamentale per la stabilità del business di Vantage sia proprio la possibilità effettiva di vendere gli spazi pubblicitari sulla vostra auto! Questo però, per legge, non è possibile. Lo prevede l’art.23 del codice della strada che specifica molto chiaramente che le pubblicità per conto terzi si possono fare solo su Taxi e trasporto di linea (autobus). Parliamo, nello specifico, delle pubblicità effettuate per conto terzi e a pagamento (“a titolo oneroso”).

Vantage Group ammette candidamente questo fatto ma si difende sostenendo che le pubblicità vengono apposte sulle auto a titolo gratuito, quindi non a titolo oneroso e che il rimborso mensile al Driver euro non è il corrispettivo dell’attività pubblicitaria, bensì dell’attività di “statistica” che deriverebbe dalla pubblicazione dei selfie sui social network:

5

Quindi, non sareste voi a vendere spazi pubblicitari sulla vostra auto, ma sarebbe Vantage Group a vendere tali spazi ai propri clienti. Vantage poi, con i post pubblicati sui social, commercializzerebbe dei non meglio precisati servizi statistici. Da questo business (servizi statistici + vendita degli spazi pubblicitari), l’azienda ricaverebbe il denaro necessario a rimborsarvi.

Nello stesso statuto di Vantage Group Srl (si può trovare nella visura camerale liberamente scaricabile dal web) si prevede, fra le attività dell’azienda, “l’intermediazione per l’acquisto di veicoli in favore dei collaboratori, clienti ed in genere nonché la vendita degli spazi pubblicitari sui veicoli stessi“:

6

Come vedete, è l’azienda stessa che sostiene di vendere gli spazi pubblicitari sulle vostre auto. Quindi, secondo noi, si tratterebbe ad ogni caso di pubblicità a titolo oneroso, seppure effettuata non direttamente dal Driver per conto dell’inserzionista, bensì tramite l’intermediazione di Vantage Group.

Inoltre notate come si menzioni, nello statuto, la parola “collaboratori“. Chi sono i collaboratori? Siete voi. Già, perché Vantage vi versa il rimborso, in termini contrattuali, quale corrispettivo della vostra attività “professionale” (le attività statistiche di cui abbiamo parlato poc’anzi). Questi soldi saranno quindi al netto delle tasse che Vantage dovrebbe versare all’erario.

No-Cost vi fa firmare un contratto da “Incaricato alle Vendite a Domicilio” (trovate anche questo linkato più avanti) per giustificare il fatto che girate con una automobile griffata “No-Cost”: qualora le autorità vi fermassero dovreste estrarre il “contratto” e dire che l’automobile è un mezzo a voi necessario per espletare il vostro incarico di “attività statistiche”, e che la pubblicità la fate non a titolo oneroso, ma gratuitamente. E che venite pagati solo per postare le foto.

Qui ci sembra esservi un cortocircuito logico, perché i driver sono tenuti a postare i selfie delle automobili in quanto queste ultime sono brandizzate no-cost, dunque secondo noi non è possibile far ricadere l’attività “di statistica” del tutto al di fuori della pubblicità per conto terzi e a titolo oneroso, risultando certamente “complementari” l’attività sui social (per cui venite pagati) e la circolazione con velina No-Cost.

Peraltro, le somme che incassate da Vantage Group, a differenza di quanto sostiene l’azienda, sembra che facciano eccome cumulo con altri redditi. Addirittura, un driver ci ha confidato privatamente di essere stato raggiunto da un conguaglio fiscale di 3000 euro.

Non bisogna inoltre sottolineare, come notato più volte da diversi avvocati in diretta tv, che i clienti della No-Cost, firmando il contratto da incaricato, perdono i diritti dei consumatori risultando infatti collaboratori dell’azienda. Lo stesso Casazza, in trasmissione, ha negato categoricamente che i Driver siano clienti/consumatori. Se pensavate di essere clienti e di aver acquistato un servizio, vi sbagliavate: voi lavorate per la Vantage Group e firmando quell’incarico vi siete “spogliati” dei diritti che la legge italiana garantisce ai consumatori. Certo ci sembra assai strano un tipo di azienda nella quale i “dipendenti” debbano anticipare quasi due anni di stipendio, indebitandosi.

Tornando al codice della strada, precisiamo che esso stabilisce una cosa ancora più chiara, ovvero che la pubblicità sull’auto può reclamizzare solamente l’impresa che è proprietaria del veicolo. Citiamo direttamente la normativa:

“Sulle autovetture ad uso privato e’ consentita unicamente l’apposizione del marchio e della ragione sociale della ditta cui appartiene il veicolo.”

Cioè se io sono un titolare d’impresa posso girare con la mia macchina che pubblicizza la mia attività commerciale. Mentre non posso pubblicizzare, sul mio veicolo, l’attività imprenditoriale di qualcun altro. Nemmeno a titolo gratuito. Chi contravviene a tale disposizione va incontro a una multa piuttosto salata. Le risposte che No-Cost ha dato sui social a chi ha chiesto dettagli in merito, a nostro avviso, sembrano piuttosto incomplete.

La norma citata sembrerebbe far piazza pulita da ogni dubbio e renderebbe illecita la velina No-Cost. L’azienda tuttavia replica che, essendo “collaboratori” dell’azienda, i Driver farebbero “parte” di Vantage Group e quindi sarebbero autorizzati a portare in giro la pubblicità “Tua a soli 290 euro”. Ma in base a questo ragionamento, qualsiasi dipendente di qualsiasi azienda potrebbe affiggere sulla propria auto la pubblicità della ditta per la quale lavora. Ma questo non accade, altrimenti avremmo milioni di automobili brandizzate in giro per le strade, e lo “spirito” della normativa sarebbe del tutto aggirato. Il Codice della Strada, lo precisiamo, pone limitazioni  alla pubblicità sui veicoli in virtù del potere distraente che questa può esercitare sugli altri automobilisti. Se pure No-Cost avesse ragione (in punta di diritto) per quanto riguarda l’affissione della propria velina, rimane fuori da ogni dubbio che, anche se gratuitamente, il Driver non potrebbe comunque affiggere la pubblicità di altre aziende, che non sono in alcun modo legate al Driver da un rapporto di collaborazione. E infatti le pubblicità latitano. Ma allora l’azienda come fa a rimborsare i clienti?

Vantage Group ha riportato il caso dei corrieri espresso che consegnano la posta. Questi corrieri spesso hanno il marchio “Bartolini” oppure “Sda” apposto sul furgone, anche se il furgone non è effettivamente di proprietà della Bartolini, bensì di un’azienda che svolge il servizio di distribuzione per conto del noto spedizioniere . Vero. Ma anche un bambino capisce che Bartolini paga il corriere non perché mostra il logo sul furgone, bensì perché svolge un’attività professionale, quella di distribuzione della posta…Inoltre, il fatto che i clienti No-Cost siano degli incaricati alle vendite a domicilio…ci sembra onestamente un po’ strano. Questa particolarità è stata anche notata nella trasmissione Mi Manda Rai Tre, dove un avvocato ha ipotizzato il dubbio che possa trattarsi di un “contratto simulato”, fattispecie nella quale due parti si mettono d’accordo e firmano un contratto anche se in realtà intendono perseguire scopi diversi dal contratto stesso. In effetti a pensarci bene i Driver No-Cost non ci risulta che vendano alcun prodotto “porta a porta”. Come dichiarato dalla stessa No-Cost, vengono pagati per la loro presunta attività “statistica”. L’attività dell’Incaricato Vendite a Domicilio, per la legge italiana, consiste nel raccogliere ordini di vendita, direttamente o indirettamente, presso i clienti finali. Non riusciamo a capire gli incaricati No-Cost in che modo possano raccogliere ordini e per quali tipi di prodotti. Certo non effettuano vendite direttamente. Forse circolando e postando sui social, fanno sì che la società raccolga indirettamente ordini di vendita delle automobili guadagnando sulle spese per il wrapping? Ma questo non ricondurrebbe il tipo di business alle catene di Sant’Antonio o vendite piramidali che dir si voglia, ove lo scopo primario del business è propagare se stesso senza vendere servizi reali?

Multe un po’ ovunque – L’associazione di consumatori “Euroconsumatori – AECI” ha pubblicato due articoli nei quali rivela che diversi utenti no-cost sono stati già sanzionati con multe oltre i 400 euro. Si tratta di una conferma importante a quelli che erano i nostri dubbi. AECI sta prendendo in carico le segnalazioni degli utenti sanzionati. Ci sarebbero anche problemi per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi, in relazione ai soldi che Vantage Group versa mensilmente. Vi invitiamo a informarvi quanto prima per evitare brutte sorprese. Secondo alcuni utenti, alcune multe sarebbero state impugnate da Vantage Group e successivamente annullate. A noi risulta che diverse sanzioni sono state comminate in Sardegna, a Roma e anche in Umbria. Degli eventuali ricorsi tutt’ora (eventualmente) in essere non sappiamo dirvi nulla. Anche a Lecce – ed è un amaro regalo per il natale che si avvicina – molti utenti No-Cost sono stati multati dalla polizia locale che ha fatto scattare controlli massivi sul fenomeno delle auto pubblicitarie. Ma è la logica di base che importa: la polizia ha infatti precisato che la violazione non è tanto per l’onerosità o meno del contratto, bensì perché la pratica viola il principio che la velina pubblicitaria può rappresentare solo la ditta che è proprietaria del veicolo.

No-Cost, per ovviare al problema montante delle multe, ha fatto stampare ai driver un foglio da mostrare alle forze dell’ordine, nel quale si tenta di giustificare il funzionamento del sistema per evitare la sanzione. In alcune zone d’Italia questo foglio non servirebbe assolutamente a nulla, come testimoniato da questa utente:

noway

noway2

La No-Cost assiste i propri driver multati affidando al proprio avvocato la contestazione delle multe. Ma vi facciamo una domanda: vi sembra normale tutto ciò? Vale la pena vivere costantemente con il patema d’animo di essere fermati, multati, e di doversi far assistere da un legale?

Quanto pagano gli inserzionisti?

Le aziende che acquistassero degli spazi pubblicitari sulle vostre auto (illecitamente?), dovrebbero ovviamente pagarli. Quanto?

Nel Contratto-pubblicitario si prevede che che per ogni fiancata su cui viene apposta una pubblicità, l’azienda inserzionista paghi 600 euro. Quindi se su una macchina mettete due pubblicità, l’inserzionista pagherà 1.200 euro.
Ma al di là della liceità del business e di tutte le questioni legali ad esso legate, la domanda che dovete farvi è: quale azienda spenderebbe 1.200 euro al mese per avere due pubblicità su una sola macchina? Con 1.200 euro spesi bene, su Facebook o Google per esempio, un’azienda si fa pubblicità per diversi mesi e raggiunge un pubblico di centinaia di migliaia di persone. In maniera del tutto legale.
Inoltre, all’inserzionista, Vantage non sembra garantire nulla in termini di “risultato” della pubblicità. Anche perché un conto è apporre le veline su un’auto che circola in un piccolo paesino o in piena campagna, altro conto è un’auto che gira nel traffico di una grande città.
Vantage inoltre, come già detto, per difendersi dall’accusa di vendere pubblicità non lecita sostiene di vendere attività “statistiche” non meglio precisate. Che, presumibilmente, sono i selfie su Facebook o gli elenchi di mail dei clienti. A nostro avviso è molto difficile trovare un’azienda disposta a pagare 1.200 euro al mese (nel caso “affitti” una sola macchina!) per un servizio del genere. Difficile, se non impossibile: le grandi aziende hanno ben altri mezzi di marketing. E lo conferma l’articolo pubblicato da Quattroruote. Compratelo e leggetelo: potete non fidarvi di un blog, ma di Quattroruote, di Rai Tre e di diverse associazioni  consumatori…

Ma anche qualora un’azienda fosse interessata ad acquistare spazi pubblicitari su un’auto, quali sono i prezzi che il mercato offre per questo tipo di servizio?
Vi riportiamo l’esempio di Publitaxi, concessionaria pubblicitaria nazionale, che per le veline pubblicate sulle portiere di un taxi (le pubblicità sulle vetture si possono fare solo su Taxi e autobus) chiede un esborso iniziale di 450 euro, ma in seguito “solo” 170 euro mensili iva compresa. Un prezzo tre-quattro-cinque volte inferiore a quello praticato da No-Cost ai potenziali inserzionisti e comunque meno della metà di quanto Vantage Group deve incassare, mensilmente, per ciascuna vostra automobile per non andare in perdita su ciascun driver rimborsato. Le pubblicità sui taxi hanno peraltro il vantaggio ulteriore che questi circolano più o meno ininterrottamente tutto il giorno, e quasi sempre in aree metropolitane molto trafficate, con i conseguenti benefici che potete immaginare per i risultati della pubblicità.

Se cliccate qui avrete una lista degli ultimi post Facebook taggati #nocost. Verificate voi stessi se le pubblicità ci sono o meno.

Fra l’altro, quando un’azienda apre una pagina Facebook e spende dei soldi per pubblicizzarsi, può scegliere con precisione certosina il pubblico al quale far visualizzare gli annunci pubblicitari: può definire l’età del pubblico, la zona di residenza, gli interessi correlati. Con le pubblicità affisse sui veicoli tutti questi vantaggi, che rendono l’advertising sui social veramente efficace, non si possano ottenere. Uno dei rari inserzionisti è la Auto Plus di Terni. Abbiamo verificato che spesso la loro velina pubblicitaria è stata affissa su automobili di persone che vivono a Roma o in altre parti d’Italia. Cosa se ne fa una ditta di Terni di una pubblicità che non si muove mai sul territorio in cui l’azienda esercita il proprio business?

E’ per questo che le pubblicità latitano?

Il 18 luglio 2017, in una ennesima nota difensiva pubblicata da No-Cost sulla propria pagina Facebook, il “presidente” Massimiliano Casazza ha rivelato di aver finalmente trovato uno sponsor “nazionale” vero e proprio. Abbiamo aspettato qualche giorno per appurare che le macchine avessero effettivamente un “wrapping” pubblicitario, e abbiamo constatato che effettivamente lo sponsor c’è. Ma si tratta dell’ennesima “magia” targata Vantage Group: la pubblicità in questione non è di uno sponsor “Nazionale”, come lo ha chiamato Casazza, bensì di una piccola agenzia di assicurazioni di Frosinone:

20106707_115295969110871_4669476807072698001_n

Questa pubblicità non ha nulla a che vedere con Unipol, bensì rappresenta, come detto, un piccolissimo broker assicurativo che ha sede in Via San Giuseppe 5, a Frosinone. Peraltro, questa pubblicità è attualmente in circolo in regioni ben distanti dalla cittadina laziale. Ad esempio, in questo post si può notare che l’auto in questione si trova ad Assemini, in Sardegna. Cosa se ne fa la Milano Broker (che non ha nulla a che vedere con la città di Milano), di una pubblicità lontana centinaia di km (via mare!) dalla sua sede commerciale? Onestamente, facciamo fatica a credere che la Milano Broker paghi 600 euro al mese per quella scritta sul “sedere” dell’auto. E quante pubblicità avrebbe acquistato? E vi ricordiamo che abbiamo già scoperto grazie a quale contatto la Milano Broker ha presumibilmente affisso (del tutto legittimamente, per carità) tutte le veline pubblicitarie che vedete sui social: si tratta di Cr. Cap., di cui abbiamo già in precedenza parlato diffusamente nell’esporre i numerosi elementi relativi a Confidi Centro Italia. Questo fatto, a nostro avviso, non fa che confermare i molti dubbi che abbiamo su questa “campagna pubblicitaria”. Dubbi che sono stati sciolti durante la trasmissione Mi Manda Rai Tre, ove la Unipol ha comunicato di non essere in nessun modo in affari con No-Cost, e nemmeno con Milano Broker.

Non ci sembra quindi un caso che le foto che circolano sul web taggate #nocost siano quasi tutte di auto senza pubblicità: sulle carrozzerie c’è, quasi sempre, solo il logo di No-Cost, ma quasi nessun inserzionista. I pochi che si riscontrano saltuariamente sono alcuni concessionari auto oppure piccolissime agenzie di assicurazione locali: sono gli stessi esercenti del giro No-Cost che hanno interesse a vendere automobili e altri servizi attraverso l’intermediazione di Vantage Group e che presumibilmente pagano all’azienda commissioni per ogni auto venduta. Uno di questi inserzionisti, come abbiamo detto, è il concessionario Auto Plus di Terni.

Ma allora, visto che le pubblicità sulle macchine non ci sono, Vantage come fa a rimborsarvi? A noi sembra probabile che per ora vi stia solo restituendo quei 6.950 euro che avete anticipato per il “wrapping” e l’istruttoria della pratica. Ma intanto sulle vostre auto non ci sono pubblicità. E soprattutto voi avete anticipato quei 5.500 euro affinché Vantage apponga le pubblicità ogni mese! Ma attualmente Vantage non sta utilizzando i vostri soldi per questa finalità espressamente prevista dal contratto, visto che le pubblicità non le ha quasi nessuno. Come sta utilizzando Vantage Group i vostri soldi?

5.500 euro di anticipo per il wrapping, divisi per 60 rate, fa esattamente 91 euro. Sarebbe questo il costo che Vantage paga alle officine, ogni mese, per apporre le veline. Ma a noi sembra che questa organizzazione, che Vantage sui social chiama “Gruppo di Acquisto”, in realtà sia solo una sorta di “cartello” dove il consumatore può andare solo da un certo meccanico, da un certo gommista, da una certa assicurazione. Ciò a nostro avviso limita la concorrenzialità del mercato e riduce le garanzie per i consumatori: quando hai una sola azienda che ti vende un certo prodotto, devi accettare il prezzo deciso da quell’azienda, qualunque esso sia…Sulle auto No-Cost le poche pubblicità che appaiono sono tutte relative al mondo dell’automobile. Sembra evidente che sono le stesse ditte alle quali Vantage porta clienti che a loro volta mettono qualche pubblicità sui veicoli. Insomma si tratterebbe di un circolo “chiuso” dove non ci sono inserzionisti esterni e del tutto terzi rispetto al giro No-Cost. Ma allora da dove viene la creazione di valore che permette alla Vantage Group di rimborsarvi le rate, se non dall’adesione continua di nuovi clienti?

Anche il numero dei clienti è un tema abbastanza nebuloso. In questo commento, pubblicato il 19 giugno, i clienti sarebbero oramai oltre 4000.

4000

Ciò implicherebbe che a titolo di “botte” da 7000 euro a cliente, Vantage Group si sarebbe intascata circa 28 milioni di euro. Ma ciò implicherebbe anche che ha almeno 1,4/1,6 milioni di uscite mensili da finanziare. Come fa a fare tutti questi soldi? Nessuna risposta.

In un commento del 2016, l’azienda si mostrava consapevole del tema delle coperture dei costi, e rispondeva ad un utente che sarebbero stati sufficienti 8 mesi di pubblicità per “pareggiare” i conti di ciascu driver:coperture

Al di là delle veline di alcuni concessionari affiliati, nessuna pubblicità sembrerebbe essere stata mai affissa sulle auto No-Cost. Se pure ciò fosse accaduto, al netto di quanto incassato dal Driver l’azienda avrebbe, fatti due conti, incassare circa 17 mila euro in 8 mesi per non andare in rosso su una singola vettura. Il che significa che il presunto inserzionista avrebbe pagato più di 2.000 euro al mese su una singola vettura. Cifre del tutto folli, secondo noi. Notate poi che in questo commento i driver vengono considerati “clienti” e non “collaboratori”.

Per quanto ancora funzionerà?

Difficile dirlo. Fintanto che nuovi clienti sottoscriveranno il contratto di acquisto (eccolo, per leggerlo cliccate qui: Contratto-Acquisto) il business continuerà a svilupparsi perché Vantage avrà altri anticipi dai quali attingere per versare i rimborsi ai “driver”. Se invece il flusso di nuovi clienti dovesse fermarsi per qualche motivo, in assenza di introiti diversi dai vostri versamenti arriverebbe prima o poi il momento in cui Vantage non potrebbe più rimborsare le rate. E’ quello che sta accadendo ora? Speriamo di no. In questo caso, i clienti che hanno firmato il contratto a ridosso del “botto” perderebbero molti soldi perché dovrebbero pagare alla finanziaria il costo dell’auto più tutti – o quasi – i 5.500 euro di anticipo. Si salverebbero invece quelli che hanno acceso le rate già da tempo, perché verosimilmente avrebbero già ricevuto indietro una parte dei soldi.
Attualmente sembra che ci siano almeno 4.000 auto in circolazione, dunque facendo una stima grossolana Vantage avrebbe incassato diversi milioni di euro (circa 28) a titolo di anticipi-wrapping e quote di istruttoria da 1.450 euro.

L’esposto dell’Associazione consumatori

Non siamo i soli ad avere molti dubbi su questa iniziativa. La già citata AECI ha passato il contratto ai raggi X e riscontrato diverse clausole vessatorie. Ha quindi fatto più di un esposto all’Antitrust e alla Banca d’Italia chiedendo un esame approfondito. Ad esempio, l’associazione dei consumatori nota che all’articolo 1 del contratto, Vantage precisa che rimborserà un massimo di 9.500 euro. Ma non avevano detto che avrebbe rimborsato 340 euro x 60 mesi? Inoltre AECI nota che nel contratto si prevede che qualsiasi causa intentata a/da Vantage sia gestita dal Tribunale di Roma. Ma questa limitazione sembrerebbe illecita perché riduce le garanzie a tutela dei consumatori, che hanno diritto a rivalersi presso il tribunale sito nel luogo ove risiedono.

Dopo la segnalazione dell’associazione consumatori, quello che dovrebbe accadere è che il Garante del commercio esamini preliminarmente tutta la documentazione ricevuta, per poi eventualmente proseguire con una istruttoria e proseguire, se del caso, con sanzioni o altro genere di provvedimenti. A tutt’oggi, però, se andate sul sito dell’AGCM non troverete alcun provvedimento a carico di Vantage Group. Siccome la segnalazione di AECI è stata inviata nel marzo 2017, è ormai passato più di un anno e mezzo e non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale da parte del Garante. Questo ci fa pensare che la pratica possa essere stata archiviata, in seguito magari alla modifica delle parti più critiche del contratto di No-Cost. Ma i rilievi che noi facciamo non sono sui “cavilli” legali, ma sull’intero modello di business, che secondo noi non può stare in piedi molto a lungo.

Soprattutto però è il caso di segnalare che il sistema di vendite inventato da Massimiliano Casazza è stato anche oggetto di una interrogazione parlamentare, firmata da alcuni Deputati e Senatori del Partito Democratico, alla fine del 2017 e inviata al Ministero dello Sviluppo Economico. Potete leggere il testo integrale dell’interrogazione cliccando su questo link.

LA RETE COMMERCIALE

E’ evidente che senza una forte azione persuasiva svolta di persona un business come questo non può andare avanti a lungo, e soprattutto non può espandersi molto oltre la dimensione cittadina. Ma sui social si vedono molti selfie scattati nei più disparati angoli del Paese. Ci risulta che ci sia una forte concentrazione di auto no cost a Cagliari, ma anche a Terni.

[Proprio a Terni, peraltro, appare curioso che Casazza abbia usufruito dei servizi del notaio Gian Luca Pasqualini, menzionato dalla stampa locale, per apportare alcune variazioni statutarie. Come mai Casazza cambia notaio e va fino a Terni da Pasqualini?]

Sui social comunque si possono contare attualmente molte persone che lavorano come “consulente commerciale” o “consulente alle vendite” per Vantage Group. Questi collaboratori sono consapevoli di prestare la loro opera a un business che ha così tanti punti da chiarire? Non temono qualcosa, nel caso la Guardia di Finanza o la magistratura mettessero a ferro e fuoco l’azienda? Ad esempio, nel caso della Dexcar, l’Antitrust ha diramato sanzioni complessive per quasi mezzo milione di euro anche nei confronti degli incaricati che, in qualità di commerciali, partecipavano al meccanismo piramidale.
Un paio di commerciali Vantage li abbiamo profilati. Ad esempio, un tempo c’era un video YouTube (ora cancellato dall’autore), in cui Espartero Chiaretti, assicuratore professionista, si proponeva come consulente No-Cost. Chiaretti oggi non esercita più tale ruolo.

Tra l’altro, il Sig. Chiaretti si è reso protagonista di un esilarante siparietto. Lo potete leggere fra i commenti a un comunicato della Vantage Group, dove ha risposto alle domande di un utente dicendone di tutti i colori. Ad esempio definendo degli “zozzoni mentecatti” gli autori del post. Ma soprattutto, Chiaretti ha lasciato questo commento…

chiaretti

…nel quale sembra sottintendere che se ci dovesse essere qualcosa di illecito nel business di Vantage Group…pazienza! L’importante è il rimborso delle rate. Il resto non ha importanza! Noi invece siamo sicuri che tanti driver abbiano a cuore la legalità del sistema No-Cost e che tutto vorrebbero fuorché essere assimilati a personaggi ai quali della legalità sembrerebbe importare meno che del rimborso mensile. Per la cronaca…tutta la conversazione è stata archiviata qui e vi rimarrà. Siamo sicuri che prima o poi a qualcuno potrebbe tornare utile. Questa è la qualità dei consulenti alle vendite Vantage Group? Questo il livello professionale?

Un’ altra persona facilmente individuabile nel novero dei commerciali è Massimiliano Martella, romano gestore del sito angolodellesoluzioni.it. Martella è stato a lungo consulente No-Cost ma ora sembrerebbe essere passato alla concorrenza.

ALTRE INFORMAZIONI

Segnaliamo che ci sono stati, in passato, diversi episodi di truffe legati alle auto gratis (o quasi gratis). Per cui è sempre bene tenere le antenne drizzate. Guardate questo servizio di Striscia e leggete qualcosa sul cosiddetto “Network Marketing“, che sembrerebbe essere l’ispirazione metodologica di No-Cost ma che a volte viene accostato alle vendite piramidali, vietate dalla legge italiana in quanto pratica commerciale scorretta. Un altro caso è quello della Dexcar.

Segnaliamo anche questo altro contributo, sempre della Associazione Europea Consumatori Indipendenti, la quale invece considera l’auto No-Cost proprio un meccanismo di “vendite piramidali“, che garantisce forti guadagni ai primi che entrano nel business, e forti perdite agli ultimi. In effetti, se ci pensate, il fatto che Vantage spinga così tanto sulla creazione di una rete commerciale diffusa sembrerebbe confermare questa ipotesi: ogni nuovo cliente di Vantage ha l’interesse a far entrare egli stesso nuovi clienti (amici, parenti…).

I Selfie, secondo noi, più che a fare “attività di statistica” per conto dei clienti, servono a mostrare ai vostri amici le foto della vostra auto, in modo che i vostri contatti Facebook vi chiedano informazioni e magari decidano anche loro di aderire all’offerta, per poi propagare il messaggio a loro volta ai propri amici Facebook e così via… I meccanismi piramidali funzionano proprio così: si propagano, all’inizio, “contagiando” i rapporti di parentela e di amicizia.

E’ in questo meccanismo diabolico che starebbe la “piramidalità” del sistema? Negli schemi piramidali classici sono i membri a doversi adoperare in prima persona per far entrare nuovi affiliati. Con No-Cost questo passaggio viene evitato e automatizzato tramite la viralizzazione dei post su Facebook?

Cosa ci sentiamo di suggerirvi? Nulla: non è il nostro mestiere. Ma se fossimo in voi, dal momento che ormai il contratto l’avete firmato e siete vincolati a pagare la finanziaria, spereremmo che tutto andasse per il meglio, che il business di No-Cost si rivelasse un successo riuscendo a rimborsarvi. Diciamo però che non è sui cavilli legali che si dovrebbe basare la solidità di un’azienda, ma su un business plan serio e trasparente…Ci auguriamo che le autorità facciano chiarezza sul caso, quanto prima. Ma forse potreste intanto rivolgervi a un legale per fargli almeno leggere i contratti che avete firmato. E per fargli leggere questo articolo con i relativi link.

Abbiamo anche iniziato a cercare informazioni su EasyVai Publimoving. Servizio molto simile a No-Cost che si sta diffondendo nell’area di Terni e, secondo noi, è sostanzialmente uno spin-off di No-Cost. L’articolo lo potete trovare qui.

Aggiornamento del 14 giugno 2017
In questa data Vantage Group ha pubblicato l’ennesimo comunicato ufficiale, ove si riassume la filosofia di base del business, ma si aggiunge:

a) Vantage Group sostiene di aver fatto un investimento. Ma quale investimento? L’investimento lo fanno i driver, che si accollano l’acquisto dell’auto aggiungendo altri quasi 7000 euro di spese. Vantage soprattutto dice che “come in ogni ciclo di qualsiasi mercato, la crescita del business richiede maggiori investimenti, il numero crescente di clienti ha richiesto e richiede l’acquisto di ….nuovi spazi pubblicitari …nel nostro caso di autovetture” . Ci sembra che in questa risposta Vantage Group ammetta ufficialmente che il business non si regge sul valore aggiunto creato, ma sul continuo afflusso di clienti! E’ esattamente quello che succede nelle vendite piramidali, dove per stare in piedi c’è bisogno di sempre più risorse.

b) si legge inoltre nel comunicato “per assurdo è più facile avere dagli istituti di credito un finanziamento per un singolo individuo e per l’acquisto di un’autovettura che un notevole incremento del supporto finanziario per un’azienda in crescita ed in utile“. In utile grazie agli anticipi versati dai driver! E come è possibile paragonare il finanziamento per l’acquisto di un’autovettura, garantito dallo stipendio del contraente, con un fido bancario concesso ad un’impresa, la quale deve presentare un business plan, una struttura organizzativa e una capitalizzazione adeguata?

Aggiornamento del 21 giugno 2017: in questa data è uscito un numero della rivista “Al Volante” ove si poteva trovare una recensione del servizio no cost. Questo articolo non sollevava nessuno dei tanti dubbi che gli utenti manifestano da mesi, non parlava dei dubbi dell’Associazione consumatori, non parlava delle segnalazioni al Garante della Concorrenza, non parlava degli ovvi e legittimi dubbi sulla liceità e sostenibilità di questo business. Ma fin qui non c’è nulla di particolarmente strano: siamo abituati, in Italia, a un giornalismo poco critico. Quello che ci ha stupiti, però, è che nell’articolo sono state letteralmente taciuti alcuni aspetti manifesti. Ad esempio la rivista non menzionava i 5.500 euro di anticipo che il cliente si accolla. Anzi, in un box riassuntivo, sosteneva che non ci sono costi elevati per l’accensione della pratica. Inoltre non si faceva alcun riferimento agli altri competitor che offrono servizi simili a quello di no-cost, come EasyVai (ma molte altre imitazioni sono spuntate come i funghi in questi mesi). A noi sembra che questo articolo sia un publiredazionale, ovvero una forma di pubblicità a pagamento mascherata da giornalismo: è una prassi alla quale spesso le aziende ricorrono per far parlare di sè su alcuni media. Certo non ci sembra un eccellente esempio di giornalismo. Ma siamo onesti e siccome non abbiamo alcun interesse nascosto vi esortiamo a reperire l’articolo e a leggere il contenuto in questione. Siccome però no-cost ha immediatamente postato su Facebook una foto di questo articolo, peraltro nemmeno particolarmente lusinghiero, vorremmo che facesse altrettanto anche con l’articolo di Quattroruote, che contiene parecchie critiche da noi condivise.

Aggiornamento del 27 novembre 2017

Si è verificato un fatto strano: da qualche giorno circola la voce che non sia più necessario taggare i 4 “manager” di No-Cost nelle foto da pubblicare sui social. Alcuni utenti si stanno preoccupando. Pensano che ci potrebbe essere qualche cattiva notizia in arrivo. Ad esempio, potete leggere una conversazione su facebook, con toni alquanto alterati, cliccando su questo link.

Aggiornamento del 31 dicembre 2017

In effetti qualcosa in casa No-Cost era successo: leggete l’ultima nota ufficiale dell’azienda. Sembrerebbe addirittura che alcuni dei principali collaboratori (quelli che andavano taggati su Facebook) se ne siano andati per fondare la Golden Car S.r.l.s., un nuovo competitor di Vantage Group! Stando alla comunicazione del socio fondatore, Massimiliano Casazza, ci sarebbero diverse denunce in corso perché gli ex colleghi avrebbero addirittura sottratto dati e informazioni appartenenti a No-Cost. Emiliano De Benedetti è uno dei personaggi in questione e, infatti, l’abbiamo visto sempre taggato insieme a Casazza nei selfie pubblicati dagli utenti. De Benedetti, sulla propria bacheca, ne scrive ora di tutti i colori riguardo a No-Cost.

Aggiornamento 27 marzo 2018: Striscia la Notizia ha recentemente pubblicato due video in cui racconta le esperienze di consumatori che hanno aderito a contratti simili a quello di No-Cost. Vi consigliamo di guardare questi due servizi, che tuttavia non sembrano relativi alla Vantage Group. Potete guardare i due video qui (puntata 1) e qui (puntata 2).

Fino a luglio 2018 Vantage Group sembra aver pagato regolarmente tutti i suoi clienti. Il rimborso di Agosto, settembre, ottobre e novembre 2018 non è invece stato ancora pagato a moltissimi driver  e molti sono piuttosto preoccupati. Alcune lamentele erano leggibili su un gruppo pubblico che ora è stato chiuso perché l’azienda, abbiamo scoperto, ha imposto il silenzio sui social a tutti i suoi clienti. Potete leggere un esempio di queste preoccupazioni qui. No-Cost ha addotto motivi tecnici per questo ritardo dei rimborsi, che ormai arriva a quasi quattro mesi. Ma potrebbe venire il dubbio che i soldi in cassa stiano finendo e che l’azienda temporeggi per aspettare che nuovi clienti versino la quota di ingresso.

Diversi utenti hanno scritto che hanno dovuto anticipare già due rate e che rischiano di essere segnalati al CRIF come cattivi pagatori:

ritardiAlcuni dei driver che sono stati invece pagati hanno stranamente postato su Facebook lo stesso post, che recita “Rimborso NoCost arrivato…Come sempre!“. Si tratta probabilmente di una richiesta dell’azienda finalizzata a rassicurare le molte persone che hanno iniziato a dubitare fortemente, in questi giorni, del business.

rimborso

Abbiamo inoltre appreso che l’azienda, a settembre 2018, ha cambiato il contratto d’acquisto per i nuovi clienti, prevedendo che questi versino ora, per il wrapping, un anticipo non di soli 5.500 euro, ma di ben 10.000 euro:

aumentowrapping

In questi giorni ci stanno contattando diversi Driver No-Cost per chiederci informazioni su come possono tutelarsi. Sembra infatti che l’azienda abbia inviato una comunicazione nella quale si dice che il problema tecnico non è stato ancora risolto (da agosto!) e che i pagamenti potrebbero non riprendere regolarmente (o del tutto?) prima di inizio 2019. Noi stiamo rispondendo che vi sono diverse associazioni consumatori che hanno “preso in carico” le doglianze dei Driver e che oltre a fare una cronologia attenta degli eventi non possiamo andare. Arrivano notizie dalla Puglia che diversi clienti si stanno rivolgendo alle associazioni consumatori locali. Lo stesso sta succedendo anche in Sardegna. C’è addirittura chi minaccia di andare dalle Iene o da Striscia la Notizia.

Il 19 novembre è andata online una puntata della nota trasmissione Mi Manda Rai Tre, nella quale sono intervenuti due Driver No-Cost. Potete guardare lo streaming a questo link. Nel corso della trasmissione si è parlato chiaramente di rischio-vendite piramidali, di rischio truffa, e comunque di un sistema illecito che non rispetterebbe il Codice della Strada, come noi sospettiamo da oltre un anno. In particolare,  però, ci hanno colpito gli interventi del Presidente nazionale di Federauto, il sig. De Stefani Cosentino, che ha chiaramente invitato i concessionari auto a sospendere ogni tipo di collaborazione con No-Cost. Cosentino avrebbe anche contattato Renault Italia, la quale avrebbe del tutto negato di aver mai autorizzato i suoi concessionari a vendere auto con questo sistema. Secondo un giornalista presente durante la trasmissione, peraltro, i concessionari sarebbero in buona sostanza corresponsabili di un’eventuale truffa, qualora l’iniziativa di No-Cost si configurasse come tale. La trasmissione è durata circa mezz’ora. Vi consigliamo di guardarla. Altre conferme di fatti che noi abbiamo già rivelato sono arrivate nel corso della trasmissione, come ad esempio l’aumento della quota di ingresso che ora costa circa 10mila euro.

Segnaliamo infine che Massimiliano Casazza nel 2017 ha fondato la Casade’ S.r.l., società con sede legale a Roma in Via Vibio Mariano 78 e una sede operativa a Colleferro in Via Fontana dell’Oste, dove prima era situata la MAK Utensili (L’azienda di Casazza, in fallimento). La società ha come oggetto sociale la “gestione di immobili propri“. Casazza ne è stato amministratore fino alla scorsa estate ed è tuttora socio al 40% in via diretta. Un altro 40% delle quote è invece intestato proprio a Vantage Group S.r.l., che ha acquisito la partecipazione nel 2017. Casazza quindi è titolare complessivamente dell’80% della società, alla quale sono stati intestati 4 appartamenti e un locale ad uso ufficio, tutti a Colleferro. I locali, complessivamente, hanno un’estensione di 466 metri quadri al netto delle pertinenze. Dopo la nostra segnalazione, Casazza ha “ceduto” l’amministrazione della società ad un consulente del lavoro.

Come mai Vantage Group è diventata azionista di un’azienda immobiliare? Ci sono transazioni finanziarie da Vantage Group a Casade’? I fondi di Vantage Group sono utilizzati per acquistare immobili? L’unico titolato a rispondere a questa domanda è Massimiliano Casazza.

Ovviamente possiamo provare tutto quello che abbiamo scritto nelle sedi opportune.

In bocca al lupo a tutti.

 

Annunci

64 Comments

  1. Anche la DR una volta, non so se lo faccia anche adesso, scontava di circa 500 o 1.000 euro il costo dell’auto : si aveva l’auto griffata con una mega scritta DR sugli sportelli, mentre sul colore non c’era vincolo, seppure credo non ci fosse molta scelta. Concludo dicendo grazie per le info, e che vivendo in Sardegna, zona di Cagliari, ho visto diverse auto, scure, nere, con la scritta no–cost eccetera eccetera. La tentazione è stata di chiedere lumi, ma poi non ho avuto modo. Starò attento a osservare se c’è il nome del concessionario sulla cornice della targa o qualche vetrofania sul lunotto.

    Mi piace

  2. Ottimo lavoro, ma mi meraviglia che non abbiate sottolineato anche la stranezza dell’articolo 3 del contratto. In pratica, se il driver è titolare di un’attività economica con partita iva è obbligato a comprare egli stesso almeno un mese di pubblicità con No-Cost al prezzo di 2400 euro, in aggiunta ai quasi 7000 già anticipati. È un altro elemento tipico delle vendite piramidali (eat your own food), un’ulteriore clausola vessatoria ed una possibile spiegazione delle poche inserzioni reali trovate sulle auto (v. “Milano Broker” di Terni)

    Mi piace

  3. Se mi posso permettere ci sarebbe un caso in cui si potrebbe definire Presidente: non già della Srl ma almeno del Consiglio di amministrazione qualora la citata srl abbia adottato come forma di amministrazione il Consiglio. Ma dovrei vedere la visura camerale per confermare che sia effettivamente cosi

    Mi piace

  4. Ciao ragazzi, ho letto tramite il vostro blog il contratto che si deve sottoscrivere per il no-coast e parla di 1450 euro circa mi sembra di anticipo, non si parla dei 5500 di pubblicità, non ho letto io?

    Mi piace

  5. oggi non ho tempo .. ma voglio leggere attentamente tutto .. ho solo intravisto il mio nome .. sono un consulente commerciale e cerco sempre di offrire un servizio qualità .. a me sembra che è una azienda sana che offre una buona opportunità .. ovvio che non regala nulla . Ora sono cambiate alcune cose nel contratto .. ho consegnato diverse auto e nessuno si è mai lamentato .. anzi ancora mi ringraziano .. sono passati due anni e ora alcuni clienti ormai hanno avuto il rimborso dell auto quindo ora non rischiano assolutamente nulla .. ora dalla tanto criticata fideiussione assicurativa .. l azienda rilascia fideiussione Bancaria .. quindi continua a dare garanzie . per ora vi auguro buona vita — e diamo fiducia al mercato .. non si può criticare sempre.. ci sono solo due cose certe .. Tasse e Morte .. il resto è tutto un incertezza .. ma a volte io ho trovato belle aziende e nelle persone …. ovvio che appena vedo che qualcosa non quadra sarà mia cura avvertire per tempo i miei clienti

    Mi piace

  6. GUARDI SIG. MISTER X GIA IL FATTO CHE LEI NON SI FIRMA LA DICE LUNGA. IO MI SCREDITERO ANCHE DA SOLO MA SE LEI INTENDE CON I SUOI “DOPPI SENSI” COMUNICARE CHE IO SIA UN TRUFFATORE BEH GUARDI CON ME SI SBAGLIA DI GROSSO. QUELLO CHE DICE LEI LO PUO’ DIRE MA LA PREGO DI NON GIUDICARE PERSONE CHE NON CONOSCE E DI NON METTERE I SUOI PUNTI ESCLAMATIVI ANTICIPATI DALLA FRASE “ED E’ ANCHE UN ASSICURATORE”. SI SPIEGHI MEGLIO MI FACCIA CAPIRE LEI COSA VUOLE DA ME…..SONO CENTINAIA I VENDITORI MA LEI MI DERIDE E MI OFFENDE PER IL SEMPLICE FATTO DI AVER REGISTRATO IL VIDEO???? IO NON CI TROVO DEL MALE COME INVECE LEI SOSTIENE, HO DOVUTO RISPONDERE PER LE RIME A QUEL SIGNORE CHE MI AVEVA PIU VOLTE INCALZATO PERCHE AVEVO CAPITO CHE MI STAVA FACENDO VOLONTARIAMENTE INNERVOSIRE E NON SO PER RAGGIUNGERE CHISSA QUALE SCOPO. IO SONO ASSICURATORE DA 25 ANNI E CONTRARIAMENTE DA QUANTO DA LEI DICHIARATO IL SOTTOSCRITTO E’ FAUTORE DELLA LEGALITA’ IN TUTTO E PERTUTTO ED IN 25 ANNI DI QUESTA ATTIVITA NON HO AVUTO MAI PROBLEMI CON NESSUNO E DI NESSUN GENERE. LA PREGO DI RIVOLGERE LE SUE MIRE DA UNA ALTRA PARTE E POI PER PAR CONDICIO FACCIA UNA COSA E VEDIAMO SE NE HA IL CORAGGIO METTA IL SUO NOME E COGNOME IN FONDO NON C’E NIENTE DI MALE NO? SENNO MI CHIAMI SE NE HA TEMPO E VOGLIA CI POSSIAMO SEMPRE INCONTRARE PER UN MAGGIORE CHIARIMENTO. QUESTO E’ IL MIO CELLULARE 338 7775214. BUONASERATA.

    Mi piace

    1. Come dice l’autore del Blog lei si scredita da solo, lui non lo ha fatto perchè tanto ci pensa lei da solo… anche con quel suo commento!

      Mi piace

    2. Gentile dott. Chiaretti, noi scriviamo in anonimo perché la riteniamo una garanzia di sicurezza. Nel nostro articolo non abbiamo fatto altro che riportare informazioni reperibili sul web. Abbiamo poi fatto alcune considerazioni e delle domande e il diritto alla critica ce lo consente. Le risposte non ci sono state e questo legittima le nostre domande, poste legittimamente nell’interesse di migliaia di persone. La fideiussione c’è e non c’è così come non è noto il nome della compagnia assicuratrice. È stato lei a scrivere che se c’è qualcosa che non va “non vi importa”, non noi. Lei inoltre nel suo video sostiene che l’automobile deve essere bianca perché il codice della strada lo richiede affinché sia possibile apporre veline pubblicitarie. Ci potrebbe fornire la fonte esatta con l’articolo, il comma, la normativa che impone il colore bianco? Perché noi non siamo riusciti a trovarla. Buon weekend

      Mi piace

    3. Sig. Alessandro credo che Lei debba fare molto attenzione a cio che sostiene e dice. Personalmente non ho mai conosciuto la Dexcar ne tantomeno ne ho fatto mai parte. Lei e’ confuso ma comunque la invito a fare attenzione a queste affermazioni e soprattutto ad informarsi bene. Io non ho scheletri da nascondere ne ho mai truffato nessuno in vita mia….io circa 4 anni fa ho comitato un auto con la Nocost ne sono soddisfatto e ricevo mensilmente quanto pattuito. Mi e’talmente piaciuta l’iniziativa che ho iniziano a collaborate con loro x circa un anno. dopodiche cause lavorative mi hanno portato ad abbandonare ma sono rimasto come Drivers. Rispetto le idee di tutti ma da adesso in poi chi sbaglia paga. Se vengo tirato in ballo e ci sono I termini di Legge x la Denuncia io procedi se non altro xche sono molto condivido nel mio territorio e non tollero che qualche scellerato si permetta di fare il mio nome.

      Mi piace

  7. Un paio di anni fa una persona di Roma est, Borghesiana, (dove risulta la sede da google) me ne parlò.
    Mi sono posto il problema di quanto costasse lo spazio pubblicitario, ma confesso di essermi lasciato abbagliare.
    Fatto sta che mi dice chiama questo numero e mi risponde, mi pare, un Massimiliano il quale mi invita ad un “incontro” in una sala conferenze dove avrebbe illustrato a più persone il meccanismo.
    Lì ho lasciato stare…
    Ultimamente, lì in zona ho visto delle 500 bianche con la pubblicità del concessionario di Terni, “tua a 290€”

    Mi piace

  8. Grazie per le informazioni condivise.
    Mi chiedo come possa anche solo iniziare un sistema del genere senza che i garanti blocchino tutto fino al chiarimento di tutti i punti.
    Mi vergogno di questo paese ogni giorno di più….

    Mi piace

  9. Tutto vero quanto da voi riportato ma dimenticate di aggiungere che il finanziamento dell’ auto è calcolato sul prezzo di listino pieno e quindi concessionari “amici” di Casazza riconoscono a lui almeno un 5% di sconto che a seconda dell’auro oscilla tra i 500 e 1000 euro. Stesso discorso per il finanziamento e fideiussione dove le società riconoscono a Casazza importi di “segnalazione”…quindi in totale per ogni auto contratualizzata la vantage incassa circa 9000 euro e calcolando che attualmente le auto in circolazione sono oltre 1000 si è già messo in saccoccia una decina di milioni. Quando scoppiera’ la bomba? Nel momento in cui i rimborsi supereranno gli incassi: considerando che ad oggi rimborsano circa 400.000 euro mese il punto di non ritorno ci sarà quando non riusciranno a contratualizzarepiù di 50 nuovi clienti (ad oggi ne fanno circa 70/80) o quando arriveranno a circa 1500/1800 vetture mese da rimborsare. In pratica aspettavi il botto entro massimo un anno… (Altro suggerimento per farvi capire la truffa: chiedetevi come mai all’inizio proponevano anche auto a noleggio lungo termine e da tempo non lo fanno più? Per il semplice motivo che appena le società di noleggio si sono accorte di come fossela situazione hanno subito messo il veto a Vantage per evitare ripercussioni future essendo sicure della truffa.

    Mi piace

      1. Opero nel settore automotive e ho avuto occasione di conoscere il progetto che è stato prospettato ad aziende con le quali collaboro e mi hanno chiesto consulenza prima di aderire, inoltro conosco personalmente ex collaboratori di Vantage che avevano iniziato in buona fede ma si sono allontanati appena compreso l’inghippo… Sembra incredibile che ci siano ancora persone convinte che il sistema funzioni con il ricavato di fantomatiche pubblicita che mai ci saranno e non si accorgano che il tutto funzioni ancora solamente per il sistema piramidale anche se mascherato (per adesso… ). Alcuni nei commenti segnalano di voler comunque rischiare pur sapendo che prima o poi i rimborsi non arriveranno più ma non si rendono conto che per ammortizzare il maggior costo per la quota iniziale,e il sovrapprezzo del finanziamento ,ci vogliono almeno due anni e difficilmente il sistema andrà avanti così a lungo. Il colmo è che legalmente non si possa fermarli in quanto per ora non hanno ancora ricevuto querele e il sistema piramidale non è acclarabile ancora al 100% pur essendo palese. Quando scoppiera la bomba in molti rimarranno fregati con un finanziamento da pagare sovracaricato di 7000 euro rispetto al reale valore dell’auto e verranno anche sbeffeggiati da parenti ed amici che li avevano sconsigliati… eppure vicende recenti come Dexcar e Oscar rent dovrebbero avere aperto gli occhi ed invece pare che i polli esistano sempre… La curiosità a questo punto è : in quale paese Casazza andrà a godersi il malloppo alla faccia dei gonzi che gli hanno creduto?

        Mi piace

      2. Opero nel settore automotive e ho avuto occasione di conoscere il progetto che è stato prospettato ad aziende con le quali collaboro e mi hanno chiesto consulenza prima di aderire, inoltro conosco personalmente ex collaboratori di Vantage che avevano iniziato in buona fede ma si sono allontanati appena compreso l’inghippo… Sembra incredibile che ci siano ancora persone convinte che il sistema funzioni con il ricavato di fantomatiche pubblicita che mai ci saranno e non si accorgano che il tutto funzioni ancora solamente per il sistema piramidale anche se mascherato (per adesso… ). Alcuni nei commenti segnalano di voler comunque rischiare pur sapendo che prima o poi i rimborsi non arriveranno più ma non si rendono conto che per ammortizzare il maggior costo per la quota iniziale,e il sovrapprezzo del finanziamento ,ci vogliono almeno due anni e difficilmente il sistema andrà avanti così a lungo. Il colmo è che legalmente non si possa fermarli in quanto per ora non hanno ancora ricevuto querele e il sistema piramidale non è acclarabile ancora al 100% pur essendo palese. Quando scoppiera la bomba in molti rimarranno fregati con un finanziamento da pagare sovracaricato di 7000 euro rispetto al reale valore dell’auto e verranno anche sbeffeggiati da parenti ed amici che li avevano sconsigliati… eppure vicende recenti come Dexcar e Oscar rent dovrebbero avere aperto gli occhi ed invece pare che i polli esistano sempre… La curiosità a questo punto è : in quale paese Casazza andrà a godersi il malloppo alla faccia dei gonzi che gli hanno creduto?

        Mi piace

    1. Sul sito «no-cost.info» ora appaiono anche vetture in noleggio a lungo termine.
      Gli annunci risultano un po’ approssimativi (ad es. viene presentata una Fiat Punto Street “easy power” a metano quando invece le auto con questa alimentazione vengono denominate “natural power”). La durata del contratto di noleggio è di 60 mesi ed occorre versare un anticipo di 1070 €.
      Il fatto è che non è la «no-cost» ad affittare la vettura al proprio “cliente” ma una società di noleggio, tanto è vero che sul sito appare la scritta «Salvo variazioni di listino delle società di noleggio.». Quindi (e questo non mi pare sia specificato sul sito) sembra che occorra stipulare un contratto di nolo con un altro soggetto e si ricade nel rapporto a tre in cui il cliente si assume tutte le obbligazioni inerenti il noleggio ed in più versa a «no-cost» un altro migliaio di €. Inoltre, ai sensi del codice, per non incorrere in sanzioni, l’unica pubblicità sulla vettura dovrebbe essere quella della società di noleggio proprietaria dell’auto. Se e quando «no-cost» non dovesse più pagare il rimborso, il costo del noleggio tornerebbe tutto a gravare sul “cliente” che ha comunque versato i 1070 € di cui sopra; a differenza dell’acquisto però, quel migliaio di €uro sembra dare diritto ad un servizio “all inclusive” invece che al cosiddetto “pacchetto easy”, restando però l’obbligo di rivolgersi solo ai “partner” per la manutenzione del veicolo (officina, gommista, ecc.).

      Mi piace

  10. Davvero un articolo ben fatto ! Si nota la tua professionalità.
    Mi permetto però di fare una domanda a Piero così da poter dare più info possibili a tutti coloro che hanno intenzione di acquistare queste auto con questo metodo:
    Perché dovrebbe scoppiare per forza la “bolla” ?
    Hai considerato i proventi futuri della pubblicità ?
    Mi spiego meglio:
    Quando questa azienda (Vantage Group / No-Cost) raggiungerà un “pacchetto” auto molto grande, gli inserzionisti pubblicitari saranno molto più attratti a sponsorizzare le varie aziende.
    Credo che No-Cost sia più o meno come un concessionario pubblicitario di cartelloni su strada:
    Più il concessionario ne possiede e più inserzioni pubblicitarie avrà (1500 auto/10000 auto)
    Più il cartellone pubblicitario è ben posizionato, più costerà inserirci una pubblicità (Roma o Milano/Terni o Aosta).
    Sono convinto che No-Cost sia un sistema di acquisto-auto innovativo, oserei dire geniale, con i pro e i contro… Nessuno ti regala niente !
    Detto questo IO mi tengo ben lontano da questo tipo di “società” e da questi nuovi metodi di acquisto auto, preferisco il vecchio “sano” e oneroso metodo:
    Le rate…
    Non starei mai sotto obblighi rigorosi e scadenze varie che impongono…
    Per concludere: Io non acquisterei mai un’auto col sistema No-Cost.
    Ma ci sono persone che non la pensano come me, e a queste scrivo alcuni obblighi da rispettare quando si acquista col metodo No-Cost:
    1- Fare 2 foto a settimana per postarle su Facebook (al quale non sono neanche iscritto) per 5 anni ! quasi 500 foto ! tutte diverse ! (sai che palle…)
    2- Andare ogni mese al check-point per cambiare “l’etichetta” sullo sportello (col traffico che c’è a Roma… e chi mi paga il carburante per arrivarci)
    3- Se subite un incidente e l’auto dovesse rimanere ferma per più di tot giorni dal meccanico o dal carrozziere…
    Per tutto questo e anche di più….
    sappiate che……….
    LA RATA LA PAGHERETE VOI !!!!!

    Mi piace

  11. Per Calimero: A parte il fatto che la tua risposta fa intendere che, a differenza di quanto asserisci, tu sia proprio qualcuno del team Vantage, i casi sono tre: o non hai letto bene l’articolo o sei duro di comprendonio (o sei di parte…) Le famose pubblicità non ci saranno mai sia perché ad oggi non è ancora stato possibile aggirare l’ostacolo derivato dal codice stradale che vieta tale attività su vetture guidate da privati, sia perché nessuna società investirebbe soldi in pubblicità su vetture che non gli garantiscano visibilità certa e sufficiente (un conto è mettere una pubblicità ad un taxi o un bus che girano perennemente in città e un conto è mettere una pubblicità su una vettura che circola in un paesino sperduto o che fa solo il tragitto casa lavoro) quindi preferirebbero investire in altro modo (ed infatti ad oggi in due anni nessuna società ha MAI fatto pubblicità su queste vetture a parte 3/4 vetture sponsorizzate dagli stessi saloni di auto dove vengono comprate o una piccola agenzia assicuratrice utilizzata da Vantage, quindi stiamo parlando dello 0,3 % del parco circolante…) Non è necessario essere laureati in matematica o economia per sostenere che questo sistema non potrà mai stare in piedi con il discorso pubblicità mentre è sicuro che appena le entrate supereranno le uscite scoppierà la bolla (come in tutti sistemi piramidali). Personalmente non ci guadagno ne perdo nulla, quindi la mia opinione deriva esclusivamente dall’analisi dei fatti, ma se fosse possibile scommettere sulla chiusura dell’azienda entro massimo 8/10 mesi non mi farei problemi a mettere sul piatto una bella cifra!!

    Mi piace

    1. Sig. Piero forse e’ lei il duro de recchie…o non capisce o finge di non capire o gli piace sparare a salve!! Ogni Driver che guida con la pubblicita Nocost e’ parte della stessa ditta….con tanto di Lettera di Incarico pertanto non si puo configurare l’articolo del codice della strada in cui vieta portare sulla propria auto pubblicita’ altrui….la Polizia mi ha fermato svariate volte minacciando multe di euro 400 ma quando gli ho dato la lettera di incarico non mi hanno potuto fare niente. Come mai????

      Mi piace

  12. molto interessante il vostro articolo, devo ammettere che molti dubbi me li ha suscitati.
    volevo segnalare anche un altra società che offre lo stesso servizio, la jcars. stanno replicando il sistema…..
    E’ mai possibile che in Italia non ci sia la possibilità di capire se quanto proposto alla luce del sole e reclamizzato sia una truffa o meno??

    Mi piace

  13. Ottime info
    nella zona Milano Briamza opera una certa Rentaka.it con modalità differenti ma sempre proponendo la sponsorizzazione ma l’art.23 del codice della strada specifica che le pubblicità per conto terzi si possono fare solo su Taxi e trasporto di linea (autobus)
    Grazie a tutti

    Mi piace

    1. art.23 del codice della strada:
      è consentita quella di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purché sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell’attenzione nella guida per i conducenti degli altri veicoli.

      Mi piace

      1. Golden car come abbiamo avuto modo di scrivere é nata da due persone uscite da No Cost, quindi ci sembra sostanzialmente uno schema del tutto simile, con l’aggiunta che loro propongono anche le moto. Il codice della strada però vieta l’apposizione di qualsiasi scritta sulle moto.

        Mi piace

  14. Cancellate il mio nome e il mio post dall’elenco presente nello screenshot preso dal gruppo! Non siete autorizzati a pubblicare il mio nome e cognome e non voglio problemi a causa vostra

    Mi piace

      1. Non e’ vero. Te prega Dio che la signora non ti denunci…..poi lo vedi di persona se Facebook e’ pubblico….e le minkiate che dici. Ma informati no???

        Mi piace

  15. E cosa sapete dirmi della rentaka, oggi ho scoperto che non ha un bilancio depositato dal 2000 e non ha nello statuto la possibilità di noleggiare auto.
    Chiede anticipi e rata bassa per pubblicità sull’auto. Sapete qualcosa?

    Mi piace

    1. Non ne sappiamo assolutamente nulla. Ci dispiace. Abbiamo scritto che per noi è difficile poter pensare che esista una gallina dalle uova d’oro che moltiplica i soldi. Sennò potremmo tutti potenziamente vivere gratis, o anche, perché no, contrarre un mutuo per la casa e pagarne le rate mettendo un lenzuolo pubblicitario fuori dalla finestra. Mica è vietato stendere le lenzuola!

      Mi piace

      1. Parrebbe che in data odierna il sig.Casazza abbia sporto denuncia contro di voi per diffamazione. È vero?

        Mi piace

  16. io ricordo un mio amico che non aveva pagato l assicurazione del motorino… dopo qualche mese i vigili vennero a cercare il motorino nel quartiere di residenza e lo trovarono… fu contattato e stramultato per questa cosa… ora mi chiedo… le istituzioni si prendono la briga di ricercare un motorino in un quartiere di una città? e non indagano su aziende con politiche sibilline e poco chiare che possono arrivare a truffare la gente così apertamente?

    Mi piace

    1. caro Manu sei poco furbo!!! se il Presidente dovesse leggere le tue (infondate) accuse una Denuncia non te la leva nessuno!!! Ma secondo la tua idea visto che la societa opera da quasi 5 anni se faceva cose controlegge non l’avrebbero fermata???? Prima di lanciare accuse magari pensaci bene…

      Mi piace

    1. Difficile poter verificare questa notizia diffusa da Vantage Group. Con Moneri abbiamo potuto risalire a Marco Russo perché esistono diversi metodi di ricerca che ci hanno permesso di venirne a capo. Ma qui l’azienda ha genericamente detto “Lloyds”, senza fare altri riferimenti. Anche noi non potremmo fare molto di più rispetto a scrivergli una mail o chiamarli per avere conferma dell’ennesima bugia.

      Mi piace

  17. Ho recentenente conosciuto una signora residente in provincia di Lecce il cui figlio ha da poco acquisito un’auto con la stessa formula dei 290 Eur mensili, a fronte del versamento di un anticipo alla società “pubblicitaria” della quale purtroppo non ricordo il nome. Riguardo alle fidejussioni rilasciate dal Confidi a favore della regione Veneto, faccio notare che, nel bilancio che avete linkato, ve ne sono altre oltre a quella da 1,5 mln che portano il totale a circa 5 mln. L’aspetto tragico è che l’azienda nell’interesse della quale sono state rilasciate è al 100% di proprietà pubblica (comune di Venezia e azienda trasporti locale).

    Mi piace

  18. Ho letto tutto l’articolo in quanto ero curioso di capirne qualcosa di più avendo un parente e un amico che si sono affidati al metodo No-Cost un paio di anni fa.
    Confermo che non hanno mai visto apporre alcuna pubblicità sulla propria autovettura e questo già risulta essere un’anomalia per un sistema che prevede la sua “remunerazione” sulla circolazione.
    Oltre a questo il fatto di dover versare anticipatamente 7000 euro, non mi sembra una cosa alla quale venga dato molto risalto da parte di chi propone un simile sistema.
    Se vedi la pubblicità, sembra soltanto che ti vengano dati 290 euro al mese senza alcun esborso, ma il fatto di dover anticipare tutto, non è un fattore di poco conto.
    Anche perchè chi si affida ad un sistema simile, ha come primo obiettivo quello di poter risparmiare e ho forti dubbi che abbia 7000 euro disponibili immediatamente.
    Ad ogni modo solo il tempo saprà dirci se il sistema sarà qualcosa di valido o altro.
    Per il momento in mancanza di certezze, preferisco decidere di usare i classici canali di acquisto.
    Onerosi, ma in un certo modo garantiti e tutelati, specie in caso di problemi.

    Mi piace

  19. Sig. Alessandro il mio Avvocato dice che ricorrono i presupposti per una Denuncia vostro di lei. In effetti non ha fatto una domanda ma una affermazione! Lei sostiene che io ero un commerciale della Dexcar ed anche inquisito! E’scritto. E’ una cosa gravissima quella che Lei ha detto! Se ne deve assumere la responsabilita. Guardi facciamo cosi: Lei mi chieda pubblicamente scusa per la sua errata affermazione caso contrario dovro’ prendere provvedimenti….

    Mi piace

    1. Sig. Chiaretti non si agiti. Il commento è stato già cancellato. L’utente aveva chiesto se ci fosse stato un suo ruolo in dexcar. Non lo aveva affermato a quanto ci risulta. Tuttavia le scuse le porgiamo noi per l’utente, qualora lei si sia sentito offeso.

      Mi piace

  20. Per la redazione. Oggi si visualizzano solo i commenti fino al 10 Novembre, come mai? Ieri ce ne erano tanti altri e io stesso ne ho postato uno. Sapreste darmi una spiegazione?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...